Larissa, un volo d'oro nell'Europa dei piccoli come mamma Fiona

La May vinse il titolo under 20 continentale del lungo: trentadue anni dopo tocca alla figlia

Un balzo d'oro, nel segno della continuità. Larissa Iapichino continua a stupire e stupirci: è medaglia d'oro agli Europei under 20 di Boras, in Svezia. È un balzo d'oro nel segno della continuità perché trentadue anni fa Fiona May - che allora difendeva i colori della Gran Bretagna prima di diventare l'atleta azzurra tuttora con più podi ai mondiali - in quel di Birmingham si mise al collo proprio la medaglia d'oro agli Europei under 20.

Trentadue anni dopo Larissa Iapichino, figlia della Fiona di cui sopra, ne ha emulato le gesta in quel di Boras. Morale del discorso: Larissa è riuscita a mantenere vivi i ricordi dell'album di famiglia. Che poi, questa ridente cittadina svedese non è neanche così lontana una sessantina di chilometri circa da quella Goteborg in cui mamma Fiona May conquistò il suo primo titolo mondiale, nel 1995.

Come cresce veloce la bimba che mangiava fettallatte nello spot e ora è campionessa d'Europa del salto in lungo. Adesso che ha conquistato il primo traguardo da junior, la 17enne Larissa è sempre più sulle tracce di mamma Fiona. «Una gara da brividi, sono sotto shock», la frase d'esordio proferita con quell'inconfondibile accento fiorentino al termine della prova del lungo aggiudicata con la misura di 6,58 davanti alla padrona di casa, la svedese Tilde Johansson (6,52) e alla britannica Holly Mills (6,50). Non riesce a smettere di saltare sul tartan, tanta è la gioia e la felicità, Larissa il grillo volante. Con quelle treccine e quel sorriso che sono la copia esatta di quelli della mamma. Ma se c'è una cosa che non l'accomuna con l'ex campionessa azzurra, a parte il cognome del padre Iapichino, ex astista e anche lui presente in tribuna a fare il tifo insieme all'ex moglie Fiona May, quella è la tecnica di salto: diversa sì, eppure ugualmente vincente. Lo sanno bene tutte le undici avversarie, che non hanno potuto nulla contro la splendida Larissa, pur essendo quest'ultima la più piccola tra le atlete in gara. E, ovvio, la più forte. Certo, i cromosomi della madre e, va detto, anche del padre, hanno contribuito in questo successo; ma è logico che questi, i cromosomi si intende, da soli non bastano.

«Non ci credo, è stato pazzesco - le parole di Larissa -. È stata una gara bellissima perché ad un certo punto eravamo in tre in due centimetri: o reagisci bene o reagisci male. Fino all'ultimo salto è stata una gara con i brividi. Vincere a 17 anni significa tantissimo. In tribuna c'erano mia mamma Fiona, mio papà Gianni, mia sorella Anastasia e tutti i miei compagni: abbiamo fatto un Europeo pazzesco, che Italia!». Adesso, il regalo per il suo 18° compleanno che compirà tra un anno può essere l'Olimpiade di Tokyo. Per continuare la tradizione di famiglia che ha visto mamma Fiona esordire a Seul '88, sempre in Oriente. Com'è che si dice? Tale madre, tale figlia.

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