L'atleta di Cristo che fa gol con la Potenza della fede

Carlos França è brasiliano. E, come racconta Eduardo Galeano, «ci sono alcuni villaggi del Brasile che non hanno una chiesa, ma non ne esiste neppure uno senza un campo di calcio». Nel villaggio ideale Carlos «chiesa» e «campo di calcio» sono le due facce della stessa moneta esistenziale. Gol e preghiera. Ecco il suo segreto. França ha 39 anni e di professione fa il bomber. Basta dargli la palla alta, e lui - spiccato il volo - schiaccia in rete di testa. O in rovesciata. Con questo semplice schema, due anni fa, ha portato a suon di gol il Potenza dalla serie D alla C. Da allora è il personaggio più amato della città. È un legame speciale, fatto di stima e rispetto: l'esatto contrario dell'idolatria fanatica. Lo «stile França» si candida a esempio di vita per un Sud problematico. Dove, troppo spesso, la capacità di reazione è inversamente proporzionale alla predisposizione al piagnisteo. L'avventura di Carlos va in senso opposto. Anni fa dovette smettere di giocare per una grave malattia, ma lui - atleta di Cristo - strinse crocifisso, moglie e figli in un solo abbraccio. E ce la fece. Tornando in campo più forte di prima. All'inizio di questo campionato, la storia si è ripetuta. Se pur in una forma meno grave: sei mesi di stop a causa di un problema muscolare. Ma Potenza è sempre rimasta al suo fianco. E quando domenica scorsa il mister lo ha buttato nella mischia, tutti sapevano che il miracolo si sarebbe ripetuto. França è entrato e dopo pochi minuti ha siglato il gol-vittoria. Carlos è corso dai tifosi; si è tolto la maglia, mostrando una frase: «Credi e vedrai la gloria di Dio». Qualche istante prima un dirigente della squadra gli aveva dato un bacio. Era il bacio dell'intera città. A cui Carlos lancia il suo messaggio: «La sofferenza ci porta a due strade: soffrire e accettare la sofferenza o soffrire e crescere. Io ho scelto di crescere».

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