La Lazio va in pezzi nella partita infinita

I biancocelesti si fanno ribaltare dal Lecce che esce dalla zona retrocessione

Succede di tutto, anche troppo. Ed ecco servito il botto di giornata. La Lazio, rimasta sulle gambe, va ancora al tappeto dopo le legnate ricevute dal Milan. Errori, prodezze, colpi di scena e un Var onnipresente, con Maresca alla perenne ricerca delle certezze perdute. Poi ci sono due squadre che il pallone lo fanno correre fino all'esasperazione, a costo di rimediare una figuraccia come succede dopo 5', quando Gabriel regala il vantaggio a Caicedo con la porta sguarnita. In realtà il tappo salta via già dopo 2', con il capolavoro di Mancosu che spedisce la palla sotto al sette. Il Var, senza cuore, cancella la prodezza pescando un tocco di mano del capitano giallorosso.

Per ritmi, condizione fisica e acciaccati, la Lazio non è più quella ammirata fino a marzo, con il centrocampo in evidente difficoltà e un frequente ricorso al lancio lungo. Senza Milinkovic-Savic dall'inizio, Immobile e Caicedo portano timidi pericoli, in più la difesa non è adeguatamente schermata Con Falco e Saponara a guidare la banda in palleggio. Radu vede le streghe sulla destra, alla mezz'ora Falco lo semina e pennella un cross al bacio per l'inzuccata di Babacar, perso malamente da Patric. La serataccia dello spagnolo (poi espulso per un morso) continua con il tocco di mani che porta Mancosu sul dischetto al 50', dopo l'ennesimo check fiume al Var. Il capitano leccese, 8 centri stagionali su rigore, sbaglia malamente e calcia alto. È un'avvisaglia perché subito dopo l'intervallo Acerbi si addormenta su Lucioni e concede il colpo di testa da tre punti al difensore avversario. Il possesso palla impartito da Liverani smonta pezzo dopo pezzo le certezze laziali, Petriccione salva il risultato sulla linea e Gabriel sfodera un doppio miracolo. Il Lecce resta l'unica squadra di tutto il torneo a non aver perso in casa contro le prime tre della classe. Mentre al Via del Mare soffia solo tramontana e spazza via le ambizioni della Lazio.

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