Il nuovo anno comincia nel segno del solito Milan di Allegri. Conquista anche Cagliari, con il gol di Leao al rientro, e per un'altra notte va a dormire da capolista. Nel primo tempo sonnecchia, nella ripresa ha un risveglio promettente perché gol a parte, comanda il gioco e sfiora più volte il raddoppio meritato. Senza avere a disposizione il meglio della sua rosa ridotta da infortuni e assenze prolungate. Si vede per la prima volta Fullkrug, niente di speciale, torna anche Pulisic vicino al 2 a 0 ma la struttura costituita da Bartesaghi, Rabiot, Modric e dalla difesa attenta regge al cospetto del Cagliari senza artigli nonostante lo schieramento della ripresa.
Si arrende anche Pavlovic reduce dall'influenza, il Milan pieno di cerotti deve riportare Estupinan in corsia e arretrare Bartesaghi per mancanza di alternative in difesa (Tare promette: "Se ci sarà una opportunità". Serve come il pane). E proprio in quella striscia parte forte il Cagliari con gli sprint di Palestra che mette a nudo il limite rossonero (partenza rallentata) puntando molto sulla velocità sua e di Esposito. La carica isolana si esaurisce su una serie di angoli e una girata di testa di Adopo mentre il Milan fa fatica a costruire sbocchi in attacco dove Leao sembra frenato nello scatto, è al 50% del suo potenziale. L'unica emozione avviene allo scadere della frazione con il rigore procurato da Rodriguez su Loftus Cheek "azzerato" dal precedente fuorigioco di Leao. Troppo poco per non meritare più di una censura.
Come col Verona, la partenza della ripresa milanista è di segno opposto: c'è più sprint, più palleggio, più calcio verticale. E così dopo un colpo di testa di Loftus Cheek finito alto davanti alla porta, c'è un altro scambio Fofana-Rabiot con assist per Leao che da sinistra, scivolando, firma il suo sesto gol (in 11 partite).
Il Cagliari molla gli ormeggi chiamando in causa tutte le cartucce a disposizione in panchina (Borrelli, Gaetano e Pavoletti) mentre Allegri ricorre al debutto di Fullkrug più Ricci, Gabbia e Pulisic nel finale per offrire ai suoi i necessari cambi. A dire il vero nel finale per due volte si oppone Caprile alle stoccate di Pulisic e Modric (su punizione), vicini al raddoppio.