L'emergenza di Conte "Nel derby un'Inter unita e senza memoria corta"

Il tecnico: "C'è chi ha dimenticato il lockdown In altri ambiti diano il massimo, come noi..."

L'Inter non ha mai vinto 5 volte consecutive nella storia ultracentenaria del derby (la prima sfida è del 1909). Per farlo, Antonio Conte si affida una volta di più a Lukaku e Martinez, che hanno firmato gol pesanti e spesso decisivi negli ultimi 3 successi nerazzurri (sul quarto, manco a dirlo, l'autografo di Icardi) e se guardasse solo ai tabellini, il tecnico non avrebbe dubbi per risolvere il ballottaggio Brozovic-Eriksen, col croato in gol nella doppia sfida della passata stagione. «A centrocampo siamo in 4 per 3 posti e abbiamo 7 partite da giocare nei prossimi 20 giorni», avverte Conte, annunciando che le scelte di oggi serviranno anche per domani (leggi Champions, mercoledì il debutto a San Siro col Borussia Mönchengladbach). Agli assenti per Covid (nel reparto: Gagliardini e Nainggolan) si somma la squalifica di Sensi. Dalla presenza di Brozovic (in ogni caso favorito) dipende anche la posizione di Vidal (più avanti col croato, più indietro se giocasse Eriksen), ma sono dettagli minimi.

Di importante, c'è l'esito dell'ultimo tampone, fatto ieri, di cui si attende l'esito per stamattina. Solo allora, Conte potrà davvero sciogliere le riserve e annunciare la formazione. «Abbiamo passato un momento molto brutto al tempo del lockdown e forse ce ne siamo dimenticati troppo in fretta. Dobbiamo essere uniti e rispettare le regole: non mi sembra giusto lamentarsi, bisogna restare uniti e dare il massimo, ciascuno nel proprio ambito». Sei giocatori positivi, almeno 3 forse 4 titolari assenti, ma niente alibi. «Lo staff sta cercando di conservare un minimo di condizione nei giocatori positivi: il problema non è tanto il virus, ma la difficoltà di allenarsi a casa, quando torneranno dovranno recuperare il terreno perso rispetto ai compagni».

Per un po', quindi, panchina nuovamente corta, con tanti saluti ai 5 cambi di qualità che al debutto hanno consentito, per esempio, il sorpasso in volata sulla Fiorentina. Oggi tra le riserve dovrebbe esserci anche Sanchez, tornato dal Cile, malconcio ma non grave. Dovesse servire, nel finale potrebbe andare dentro anche lui. Alla fine, il saldo dei reduci dalle nazionali non è grave. Anzi, forse Conte ci ha persino guadagnato con i minuti (e i gol) messi insieme da Eriksen, checché se ne dica il tassello peggio incastrato nel puzzle di Conte (o si discute il valore del giocatore o se ne discute l'utilizzo: oltre non si può andare). «Non credo che con me abbia giocato poco, credo che abbia giocato il giusto. Io prendo sempre decisioni per il bene della squadra, poi posso sbagliare», ammonisce il tecnico nerazzurro. «Sono contento di quello che Eriksen ci sta dando, di come si è integrato nel gruppo e credo che anche lui sia felice di lavorare con me e con i compagni», aggiunge diplomatico, ma forse non completamente sincero. E alla vigilia del derby una (piccola) bugia può anche starci.

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