L'erba non è più solo verde. È la carica dei tredici azzurri

Djokovic a caccia del Grande Slam, Federer al rientro per l'impresa e Sinner, Musetti, Berrettini & Co pronti a stupire

L'erba non è più solo verde. È la carica dei tredici azzurri

Wimbledon, in fondo, è sempre stata a colori. Verde del prato, viola che adorna l'All England Lawn Tennis Club, che una volta era anche croquet. E poi c'è il bianco dei suoi campioni, predominantly, che fa contrasto quando una volta all'anno il tennis si ritrova a celebrare il suo appuntamento più atteso. Ecco, quel colore ci è mancato, vittima del Covid e dell'inevitabile decisione di cancellare l'edizione 2020. Della quale è rimasto qualche gadget diventato un cimelio per collezionisti e la sensazione che il mondo in tempo di pace aveva trovato la sua guerra da combattere. Sacrificando abitudini che sembravano incrollabili.

Wimbledon finalmente torna, con il suo colore. Un verde speranza magari un po' sbiadito nei primi giorni di torneo, quando solo il 50 per cento del pubblico potrà varcare le Doherty Gates (mentre le finali si giocheranno a Centre Court pieno). Eppure non sarà un'edizione mascherata (solo nei viali, please), perché poi alla fine in quella zona di Londra targata SW 19 si è fatta la storia, e la si farà ancora. Per dire: quest'anno ci saranno 13 italiani - 10 uomini e 3 donne con Sinner già in campo oggi alle 12 sul campo numero 18 - il che è praticamente un record. E poi c'è Djokovic senza Nadal alla caccia di un Grande Slam che sembra possibile, se non fosse che il tennis ha sempre una sorpresa dietro l'angolo. E soprattutto c'è Roger Federer, rimasto a quei due match point della finale 2019 contro Nole, che sono stati così crudeli da congelare tutto quello che è venuto dopo. A quasi 40 anni, in ogni caso, può essere la sua ultima volta.

Wimbledon poi è anche altro, non solo Pimms e fragole con la panna, ma un viaggio nel tempo che non si ferma mai e che soprattutto non svanisce. Perché qui non si è fatta solo la leggenda del tennis, ma anche qualche volta la rivoluzione. Lo dimostrano alcune foto che vedete in questa pagina, piccoli capolavori che sarebbero da studiare a scuola. Sono a colori grazie a un partner del torneo, il produttore di smartphone Oppo, e Getty Images. Sono scatti in bianco e nero in cui i toni della realtà sono stati applicati digitalmente, per riportare in primo piano momenti che hanno fatto leggenda: i soci del club all'epoca in cui tutto è nato, era il 1877; un match sul campo centrale ancora deturpato dalle bombe della Seconda Guerra Mondiale; Althea Gibson e Arthur Ashe, che hanno messo - loro - un colore diverso all'albo d'oro battendo anche i pregiudizi; la divina Suzanne Lenglen e il divino Fred Perry. Fotografie di un tempo che poi è sempre attuale, perché alla fine Wimbledon è anche questo: il colore della vita. E per fortuna, oggi, si riaccende.

IN TV. In occasione del torneo di Wimbledon Sky accende 9 canali, con il 205 che diventa «Sky Tennis». Mentre Supertennis dal 1° luglio va al 212. Oggi in campo i primi 5 italiani: Sinner, Seppi, Cecchinato, Travaglia e Fognini.

Commenti