L'Euro calcio si arrende. E Samp e viola scoprono altri cinque positivi

Stop alle coppe. Lega di A: «Campionati da finire» Per cui niente playoff. Euro 2020 è ormai morto

Sampdoria-Juventus 5-1. Se Rugani è stato il primo, dopo Gabbiadini altri 4 giocatori blucerchiati risultano contagiati dal virus covid-19: Colley, Ekdal, La Gumina e Thorsby, più il medico sociale Amedeo Baldari. Fortunamente, stanno tutti sostanzialmente bene. Come Vlahovic, giovane attaccante della Fiorentina, lui pure positivo, ma al momento asintomatico. Sta bene Dybala, costretto a smentire su Instagram voci di positività, in arrivo chissà perché dal Venezuela. Tremano invece il Verona e l'Udinese, ultimi avversari di Samp e Viola. Il protocollo non cambia: isolamento fino alla negatività e tamponi in caso di sintomi.

È così che la Sampdoria diventa il caso più eclatante nell'Europa del calcio, in cui tutti i campionati più importanti sono fermi fino al 3 aprile. Sperando che basti, ma già sapendo che non basterà. Dopo Italia e Spagna, si sono arrese anche Francia (dove però domenica si vota!), Germania, Inghilterra e soprattutto l'Uefa. Niente Champions, Europa League e ovviamente sorteggi la prossima settimana. Aggiornamento a martedì 17, quando si svolgerà la videoconferenza tra Nyon e tutte le federazioni continentali. Sarà in quel giorno che si conoscerà il destino di Euro 2020. Destino che al momento appare segnato: rinvio all'autunno o all'anno prossimo. Le leghe europee, Serie A in testa («niente classifica parziale o playoff», così la nota di via Rosellini), riunitesi d'urgenza in vista del vertice di martedì, lasciano poco spazio: «I campionati nazionali vanno conclusi per limitare l'impatto negativo sul sistema calcio».

Rinviare gli Europei, cioè fare spazio in fondo alla stagione, per permettere lo slittamento di tutte le competizioni interrotte, nazionali ed europee. E di spazio ne servirà parecchio, perché una volta debellato il virus e scongiurato il pericolo di contagio, le squadre finite in quarantena avranno diritto a qualche settimana per tornare in condizione. Come pensare che Juventus e Inter piuttosto che Real Madrid o Chelsea, possano andare in campo a inizio aprile, se saranno in isolamento sino a fine marzo? Oltretutto, la fine dell'incubo virus è ancora lontana. Auspicabile l'idea di Cellino, che non guida un top club ma è dirigente navigato: «Se tutto andrà bene, ripartiremo la prima settimana di maggio a porte chiuse. Gli Europei saltano di sicuro: come fanno a farli se i calciatori non giocano con i club?».

Intanto, per quanto difficile da credere, tra oggi e domani sono confermate le partite di 16 campionati in Europa, dalla Russia (con pubblico) e l'Ucraina, alla Turchia e alla Serbia, per citare i principali. L'ultima dei grandi ad arrendersi è stata la Premier, ieri passata in poche ore dal tutto-regolare alle porte chiuse e infine allo stop, con freccia di sorpasso sul governo di Sua Maestà (che ancora non ha chiuso scuole e università) e ovviamente sul sempre balbettante calcio italiano. È unilaterale la decisione della Football Association di annullare l'amichevole con l'Italia del 27 marzo a Wembley, così come il comunicato di annuncio, pubblicato sul sito della FIGC, che evidentemente prende atto. Nelle prossime ore salteranno tutte le amichevoli previste a fine mese (compresa quindi Germania-Italia del 31), anche perché i club sono stati autorizzati dalla Fifa a non concedere i calciatori alle nazionali e le federazioni a rinviare le sfide.

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