L'euro variante inglese travolge la Germania. Sterling riscrive la storia

La stella cresciuta vicino allo stadio fa impazzire gli inglesi coi nemici: ora il cammino è in discesa

L'euro variante inglese travolge la Germania. Sterling riscrive la storia

Il guascone Boris Johnson se la ride di gusto alle spalle della compassata e moderata Angela Merkel. Già perché Inghilterra-Germania non è, e mai sarà, solo una partita di calcio. Vincono gli inglesi che volano ai quarti, a casa i panzer con molti rimpianti nell'ottavo più atteso ed equilibrato. Ed ora occhio all'Inghilterra che nella parte debole del tabellone può avere la strada spianata verso la finale. Vincono gli inglesi ed è festa. Perché ci sono rivalità storiche, inimicizie ataviche, in cui il campo di calcio è solo l'ennesimo terreno di scontro. Tra Inghilterra e Germania ci sono di mezzo due guerre mondiali, battaglie economiche, contrasti politici e, naturalmente, il pallone. Con la Germania che quasi sempre vince ma in questo Europeo un po' folle anche le tradizioni possono essere capovolte.

Amicizia e solidarietà durano giusto pochi secondi. Tutti in ginocchio contro il razzismo, con i due capitani, Neuer e Kane, che sfoggiano la fascia arcobaleno. Poi è partita, più accesa che bella, con occasioni (poche) che arrivano per episodi e con le difese in evidenza. Werner (titolare a sorpresa) spreca, Kane lo imita, Pickford salva alla grande su Havertz. Più di 40mila spettatori a Londra, città dove i contagi da Covid stanno continuando ad aumentare. Probabilmente non proprio una genialata. E sarà altro motivo di scontro politico (anche tra BoJo e Angela) in vista della finalissima.

Ma l'equilibrio in campo sembra reggere. Southgate ha rinunciato a tanto talento tenendo fuori Foden e Grealish. «È il momento di mettere Sancho», twitta il norvegese per ora del Borussia Dortmund lanciando il compagno. Ma è sempre il momento di Raheem Sterling che dopo una partita anonima e fumosa trova il guizzo giusto per battere Neuer e far esplodere di gioia anche il principe William, in tribuna (pure) come presidente della federazione inglese. Per il ragazzo cresciuto a 500 metri dallo stadio di Wembley è il terzo gol in questa rassegna. Lui che quello stadio da sogno se lo è tatuato sulla pelle giurando a se stesso che un giorno avrebbe fatto gol lì dentro, con la maglia dei tre leoni addosso. Eppure 5' più tardi la Germania ha l'occasione di alzare la testa ma Muller, tutto solo davanti a Pickford, calcia a lato. È il segnale, è la serata dell'Inghilterra. Tanto che a cinque dalla fine arriva il gol anche di Harry Kane, capitano e simbolo della squadra, finora disastroso. Decisiva l'iniziativa di Shaw e il cross al bacio di Grealish (ah, la qualità).

Che rivincita per Southgate che a Euro '96, proprio contro la Germania, sbagliò uno dei rigori finali contribuendo al ko inglese. «Il calcio è un gioco semplice, 22 uomini rincorrono un pallone e alla fine vince la Germania»: ribaltata pure la celebre frase dell'ex bomber Gary Lineker che ieri sera ha twittato un poco signorile (ma molto liberatorio) «Fanc...» per festeggiare, mentre i tifosi intonano «Football is coming home», il calcio sta tornando a casa. Orgoglio dei fondatori che sognano di tornare a vincere dopo 55 anni. Era il 1966, e vinsero il Mondiale. In finale, ovviamente, contro la Germania. Questa volta però a spezzare il sogno potrebbero trovare chi vestito d'azzurro canta un ancora più orgoglioso Fratelli d'Italia.

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