L'Europeo finisce con l'Italia fuori dal mondiale

Azzurra Tenera resta con il cerino in mano sotto il ponte dei calzolai sul fiume cestistico di Lubiana dove la sconfitta (64-76) contro la Serbia sull'orlo di una crisi di nervi ci porta via l'ultima possibilità di essere ammessi direttamente al prossimo mondiale spagnolo.
Eravamo arrivati sul cocchio da Capodistria, 5 vittorie su 5, ma quella spremitura è costata tanto, anche perché le battaglie impari contro avversarie più grandi e più grosse ci hanno bruciato energie nervose più che fisiche e la trincea difesa coi denti contro la Lituania, che stasera (ore 21, diretta Raisport) giocherà la finale per il titolo contro la Francia dell'immenso Parker (32 p e magie), ci ha rubato i buoni sentimenti anche se la squadra non si può certo dire che si è sfasciata o che non ha lottato fino in fondo. Lotta dura, ma con il piombo ai piedi e la nebbia nel cervello.
Lo si è capito ieri quando la Serbia, umiliata e derisa da Spagna e Slovenia, ci ha aggredito subito con il Nedovic di Golden State, un ventiduenne che ha suonato la carica per la squadra di Dusan Ivkovic, il grande santone che ora potrà tornare tranquillo ai suoi amatissimi canarini. Siamo andati sotto alla grande. 11-27 dopo 10', massacrati a rimbalzo (11-22 a metà gara), senza terminali affidabili di gioco. Cinciarini (11, 5 rimbalzi, 6 assist), Datome (19, 6 su 11 al tiro con il 4 su 6 da 3 delle speranze perdute) e Alessandro Gentile (14 con 7 liberi su 8, ma 3 su 10) sono stati gli ultimi a difendere la carrozza del principe Pianigiani prima che diventasse una zucca. Serviva qualcosa dagli altri e se Cusin e Melli hanno fatto in pieno il loro dovere, pur soffocati a rimbalzo (26-42 per i serbi), dagli altri zero scarabocchio come direbbero a Bologna guardando un'altra serata di ciapanò per Marco Belinelli, 3 su 13, insomma in 2 partite chiave con Ucraina e Serbia il nostro giocatore Nba ha fatto un rovinoso 5 su 32.
Non è andato meglio l'Aradori che non può prendersela con nessuno se a questi ritmi le sue azioni d'attacco vengono lette facilmente, ieri 3 punti in 28', 1 su 6 al tiro. Serviva Diener ma il colonnello Travis si è retrocesso da solo a furiere ed è incredibile che l'Aladin magico di Sassari sia scomparso così. Dopo tre minuti di occhio spento Pianigiani lo ha messo a sedere.
Due tempi centrali per rosicchiare qualcosa, 16-14( ma all'intervallo eravamo sotto 27-41) 17-14 (il gong del terzo tempo diceva 44-55),quando eravamo già in mezzo al fiume, sempre a 9, 11, 13 punti. Nell'ultimo quarto baionetta dei tre già citati e la Serbia che aveva vissuto sulle spalle di Krstic, lasciava campo aperto ai tiratori godendosi il Bjelica da 12 punti e 10 rimbalzi e il Markovic che chiudeva con 12.
Finisce male, dolorosamente. Si deve ricominciare tutto da capo a meno che la Fiba non ci regali una delle 4 wild card che si è tenuta per il mondiale spagnolo. Ce la meriteremmo per aver giocato contro tutti e contro tanta sfortuna.