La lezione di Paltrinieri. Un trionfo per zittire tutti

Primo oro iridato negli 800 con il record europeo «Per molti non sarei neanche dovuto venire qui..»

«Non rinuncio agli 800, sarò competitivo anche lì», aveva detto alla vigilia di questi mondiali coreani. Ma quello che è venuto fuori alla Nambu International Acquatics Centre di Gwangju è qualcosa di sensazionale, da pelle d'oca e che va ben oltre le aspettative. Paltrinieri che torna Gregorio Magno e padrone della vasca non nei suoi amati millecinquecento stile libero, bensì nella specialità, gli ottocento metri, che «non mi venivano bene da tempo». Paltrinieri che torna Gregorio Magno in risposta ai critici e agli haters, insomma a tutti quelli che di questi tempi lo hanno bersagliato per la sua scelta, rischiosa sì, di emigrare nelle acque libere. «Dopo il Settecolli - svela Greg - a detta di molti non sarei dovuto neanche venire qui al Mondiale...». I grandi campioni hanno bisogno di qualcuno che dica loro: Sei finito, non ce la farai mai; ma poi alla fine saranno loro a zittire gli scettici.

«È vero, quest'anno - racconta Paltrinieri - sono state prese decisioni importanti. Le ho portate avanti anche se fin dall'inizio sono state poche le persone che mi hanno sostenuto e hanno creduto in me. Tra quei pochi c'è il Moro (Stefano Morini, il suo allenatore): avere qualcuno come lui al mio fianco che mi stimola e che mi dice se sto facendo la cosa giusta o la cosa sbagliata, mi rassicura. Almeno mi dice la verità».

Gregorio, anzi Gregoro, è tornato - ammesso che se ne fosse mai andato - a navigare e a domare l'acqua azzurra della vasca come da tempo non gli accadeva. Se pensiamo che il carpigiano lo ha fatto dopo aver sperperato molte energie nel fondo, dove Greg ha conquistato pass olimpico e medaglia d'argento nella prova a squadre, ci si rende conto dell'enormità dell'impresa. «Io continuo ad andare avanti per la mia strada - rilancia Paltrinieri -, tanto siamo a metà del mio percorso. Per fortuna con il tempo sono riuscito ad imparare a fregarmene di quello che dice la gente quando le cose vanno male. Almeno io ci proverò. E quest'oro negli 800 è una buonissima base di partenza». Abituatevi, in ogni caso, a un altro Greg.

Mai visto un Gregorio così, determinato a parole e nei fatti e abilissimo a calibrare il ritmo perfetto negli 800. E il cronometro canta: 7'39''27, oro e record europeo sottratto all'amico e campione uscente Gabriele Detti («sono arrabbiato perché posso fare di meglio», dirà il livornese, soltanto 5°), grazie al passaggio ai 400 metri in 3'48''92 che annichiliva la concorrenza. «Avevo vinto l'argento a Kazan nel 2015 e il bronzo a Budapest due anni fa. Mi mancava solo l'oro. Lo volevo fortemente», è la chiosa finale di un Paltrinieri tornato il drago delle piscine. In attesa dei 1500...

C'è dell'altro, però: proprio il 24 luglio, l'altro campione di Carpi, il mito Dorando Pietri, vinse la maratona di Londra nel 1908 prima di venire informato della squalifica. Il trionfo del conterraneo Greg, in un certo senso, ha il pregio di risarcire quella non-vittoria.

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