L'Inter ora si sgonfia. Conte la abbandona con un addio strapagato

Il tecnico se ne va con 7,5 milioni. Una sconfitta per Zhang, che sogna Allegri e pensa a S. Inzaghi

L'Inter ora si sgonfia. Conte la abbandona con un addio strapagato

Adesso è ufficiale, Antonio Conte ha vinto 2 volte. Ha vinto lo scudetto e pochi giorni dopo incassa 7 milioni per lasciare l'Inter e rimettersi sul mercato. Pare addirittura che lo vogliano al Real Madrid, se Zidane si fa da parte, di certo interessa al Tottenham, ma dopo 2 stagioni come le ultime, anche prendersi 12 mesi di pausa pagati dall'Inter resta un'opzione ampiamente da vincitore. Zhang aveva stravinto la scorsa estate, quando già Conte voleva andarsene. Stavolta invece esce con le ossa rotte: ci rimette nell'immagine e più ancora nel portafoglio, perché la riduzione del monte-stipendi comincia decisamente male. Ai 7 milioni da pagare a Conte, ormai diventato una garanzia, andrà ora aggiunto l'ingaggio del nuovo allenatore, chiunque sia: un'incognita. A Marotta piacerebbe tornare a lavorare con Allegri. Juventus a parte, riuscirà a convincerlo ad accettare la rosa snobbata da Conte? E la dieta imposta da Suning può ancora permettere un ingaggio da top coach? Mentre Simone Inzaghi rinnova con la Lazio mentre sembrava il candidato più facilmente raggiungibile.

I tifosi sono con Conte e contro i cinesi. L'ex juventino ha vinto anche questa partita, riuscendo a cancellare il passato in bianconero. Ieri Marotta, chissà con quanto imbarazzo, ha dovuto accogliere nel suo ufficio una mini-delegazione di ultrà, che voleva rassicurazioni, dopo aver esposto 2 eloquenti striscioni in rima. Con Marotta, anche Antonello e Ausilio: mentre l'Inter cinese transava con gli avvocati di Conte, l'Inter italiana spiegava che la separazione ha motivazioni economiche (ma va?), che il progetto resterà in ogni caso ambizioso e che il club cercherà di cedere uno soltanto dei big scudetto. Non dovrebbe essere Bastoni, il cui procuratore Tinti (manager anche di Simone Inzaghi) è stato ieri in sede e a cui sarà presto rinnovato e adeguato il contratto. Più facile che vengano ascoltate e incoraggiate le offerte per Martinez, lui sì uomo da 70/80 milioni, anche nel calcio post pandemia.

La rottura con Conte ha gettato nello sconforto il popolo nerazzurro, passato in poche ore dalla sbornia scudetto al ridimensionamento. Eppure quanto accaduto era da almeno 2 mesi il più probabile degli scenari, a volerlo guardare senza chiudere gli occhi. «L'Inter ha un futuro anche cambiando tecnico», prova a rassicurare Massimo Moratti, testimone e vittima 11 anni fa di un altro addio eccellente e rumoroso (e già c'è chi rimpiange che Mourinho abbia detto sì alla Roma, non considerando che anche il portoghese sia decisamente fuori budget per la nuova Inter).

Senza Conte non sarà neppure semplice gestire il malcontento dei giocatori più importanti e più legati al tecnico, su tutti Lukaku, centravanti dall'ingaggio importante (7,5 milioni) ma che certamente può essere alzato da un club ricco, tipo Manchester City. L'impressione è che l'estate nerazzurra sarà molto calda.