L'Inter alla ricerca del Lautaro perduto

Nell'afa di San Siro a caccia dei 3 punti. Ma l'incognita è l'argentino

L'Inter alla ricerca del Lautaro perduto

Stavolta tocca all'Inter (e al Bologna) il caldo del pomeriggio milanese: per le 17.15, ora del fischio d'inizio, sono previsti 34 gradi. Buona fortuna a tutti, ma guai a sorprendersi se qualcuno si farà male e tutti gli altri passeggeranno anziché correre. Ché non vuol dire niente emozioni, cioè gol, anzi. Solo un calcio un po' più vecchio, come quando la tecnica prevaleva sul fisico, il più bravo sul più forte.

Bologna salvo da tempo e in pace con gli obiettivi di stagione, Inter reduce dalla passeggiata sul Brescia e con 10 punti su 12 dopo il lockdown (ma l'eliminazione in Coppa Italia). Terzo posto sicuro ma non troppo, visto quanto corre l'Atalanta (7 vittorie consecutive) e lo scontro diretto ancora da giocare (2 agosto, ultima tappa): un solo gradino meglio di Spalletti, ma alla 29esima giornata tanti punti come mai dal 2009 in avanti.

Conte mischia le carte anche oggi: tornano per esempio Godin, Candreva e Biraghi, ma anche Eriksen e Lukaku, tutti inizialmente in panchina contro il Brescia (e si rivede anche Brozovic). E poi c'è Lautaro Martinez: sta fuori anche lui? Il rischio c'è, per Sanchez. Se confermata, l'esclusione peserebbe più delle altre, anche se post pandemia il Toro ha giocato sempre titolare, salvo contro il Sassuolo: 1 gol in 5 gare, che diventano 7 sommando Lazio e Juventus prima dello stop. Numeri mediocri, non da stella.

Solo tre settimane fa, prima di ricominciare a giocare, sembrava certo che Lautaro finisse al Barcellona, chiesto da Messi. Tre settimane dopo, sembra passato un intero campionato: martedì scadono i termini in cui esercitare la clausola (111 milioni) che libera l'argentino e il Barcellona non ha alcuna intenzione di versarla. Stregato dall'idea, il Toro che rimane un ragazzo di 23 anni si è forse un po' perso, inseguendo il sogno di giocare accanto al più forte calciatore del mondo. Deludente sempre, mercoledì Martinez è stato l'unico interista a uscire dal campo a capo chino, sostituito e senza gol nella goleada di squadra.

L'Inter non avrebbe potuto opporsi al pagamento della clausola e anzi tutti quei soldi avrebbero consentito a Marotta di accontentare Conte, che per l'attacco della sua prossima Inter (come di questa, peraltro) vorrebbe un altro partner per l'intoccabile Lukaku. E allora torna a risuonare il nome di Dzeko, rimpianto dell'ultimo mercato. Il pensiero di Conte è chiaro: meglio se il Toro rimane, ma per l'anno prossimo servono altri 2 attaccanti esperti (1 se dovesse restare Sanchez). E così a centrocampo, dove senza spendere nulla potrebbe avere un ruolo importante Nainggolan, quest'anno messo alla porta nella convinzione errata di arrivare a Vidal. Per non parlare della fascia sinistra (Emerson) e di Tonali. Insomma: c'è il Bologna, ma si parla sempre del futuro.