Liverpool, festa davanti alla tv. Titolo ai Reds grazie al Chelsea

Liverpool campione d'Inghilterra, trent'anni dopo. Con la sconfitta (2-1) di ieri sera del Manchester City a Londra contro il Chelsea i Reds hanno 23 punti di vantaggio a sette giornate dalla fine e sono certi del diciannovesimo titolo della loro storia. Meritatissimo: la squadra di Jürgen Klopp non è quella che ha segnato di più (70 in 31, sei meno del City) ma è quella che ha subito di meno, solo 21 gol, 12 in meno dei rivali. Un campionato vinto a porte chiuse, in tutti i sensi: quelle dello stadio, da marzo in poi, quella di Alisson e (prima) Adriàn per tutto l'arco della stagione, dominata anche quando il Liverpool ha faticato per superare alcune singole avversarie.

Lo scarto di trent'anni rispetto al titolo precedente - allora il campionato si chiamava First Division - fa impressione, ma non è una novità per un grande club inglese: il Manchester United aspettò 27 anni (1967-1993) per arrivare al suo ottavo, ma erano altri tempi, vissuti con più lentezza, mentre specialmente dalla nascita della Premier League in poi (1992) l'attesa per il ritorno alla vittoria del club dominatore degli anni Settanta e Ottanta era diventata soffocante, non placata neanche dalle due Champions League vinte nel 2005 e 2019. Trent'anni e sette allenatori, prima che arrivasse il salto di qualità con Klopp, insediatosi l'8 ottobre 2015. Per la festa e per la sfilata cittadina ci sarà tempo: per ora, quasi a contraddire il celebre inno You'll never walk alone, giocatori e tecnico sono da soli, ma va bene così.

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