L'ombra di Spalletti sul bilancio di Conte

Con lo scudetto che svanisce, rischio 4° posto. Come il predecessore per 2 stagioni

Il futuro può aspettare: troppe 11 partite per pensare di farne un laboratorio in vista della prossima stagione. Sbiadita la già pallida idea scudetto, l'Inter deve darsi altri obiettivi, cominciando da stasera a Parma. La Lazio, del resto, è avanti soli 4 punti: perché non provare a inseguire almeno il secondo posto? Gli stessi 4 punti, però, sono la forbice aperta con l'Atalanta (da affrontare a Bergamo il 2 agosto, nell'epilogo di campionato): guai a farsi superare dalla banda Gasp, ché finire quarti (come 2 anni di fila Spalletti) non avrebbe certo il senso che quasi ovunque si tenta di dare alla stagione nerazzurra. Per non parlare della Roma, oggi lontanissima quinta, ma ancora da affrontare (all'Olimpico).

Eppure, il rischio che gli ultimi 40 giorni si trasformino in un lungo ponte sul futuro è concreto. Non può essere un caso ed è tutt'altro che un buon segno in ottica concentrazione, che dopo il pari col Sassuolo si sia parlato più di mercato (Hakimi, gran colpo: siamo ai dettagli, visite mediche forse già a inizio settimana), contratti (risolta la pseudo-grana Sanchez, resta fino all'Europa League; presto andrà ok anche Moses) e futuro (Martinez sì o no? E chi al suo posto: Martial o Cavani o addirittura Dzeko?) che non del Parma e delle insidie di una squadra già capace di pareggiare a S. Siro e ancora in corsa per un posto in Europa.

Stasera Conte sarà in tribuna, squalificato come il blasfemo Skriniar. In panchina a guidare la squadra ci sarà Cristian Stellini, cui l'Inter ha affidato le classiche parole di vigilia. «Il pareggio col Sassuolo deve essere una lezione; le assenze di Conte e Skriniar sono pesanti...». A questo proposito, in difesa tornano De Vrij e Godin, forse addirittura D'Ambrosio. Gagliardini più di Borja Valero accanto al rientrante Barella. Eriksen alla quarta da titolare consecutiva, dietro Lukaku (idem) e Martinez (nonostante un colpo preso mercoledì metta un po' di apprensione a Conte-Gollini). Sulle fasce Young e Candreva (presumibilmente di ottimo umore per l'arrivo di Hakimi). Conte rimette quindi in campo l'Inter migliore. Le critiche per il turnover col Sassuolo sono state gratuite: impensabile arrivare al 2 agosto (e oltre, con l'Europa League) senza la crescita di tutti o con il logorio di chi non riposa mai. È già accaduto alla fine dell'autunno: 7/8 giocatori sempre in campo, finché hanno retto. Poi sono arrivate l'eliminazione Champions e le battute d'arresto in campionato. Stavolta Conte ha cercato di prevenire, non è andata bene e ora gli tocca di nuovo curare.

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