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Arbitri aVARiati

L'urlo di Capello: "I fischietti sono una mafia. Non vogliono utilizzare ex calciatori al Var". E di Platini: "Non li accetteranno mai, perderebbero potere"

Arbitri aVARiati
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Non c'è posto al mondo, anche nei peggiori bar di Caracas, dove non si discuta di football e soprattutto di arbitri e di Var. Si moltiplicano i casi contestati, la video assistenza, introdotta per riportare giustizia (!?) nel gioco e agevolare la direzione di gara, ha invece aggiunto polemiche, illazioni e insinuazioni, violentando lo spirito agonistico di questo sport. La questione è destinata ad accentuare il dissidio e la separazione tra i veri attori del calcio, giocatori, allenatori, dirigenti e la casta arbitrale. Fabio Capello non usa compromessi, non traccheggia a centrocampo, va diritto all'obiettivo, lo ha fatto dialogando con Carlos Carpio di Marca. Non crede che lo stile dell'arbitraggio inglese, della Premier League, possa essere esportato anche in Italia o in Spagna? "No, no, gli arbitri sono una mafia. Non vogliono utilizzare ex calciatori per il Var, giocatori che conoscono i dettagli del football, i movimenti che un calciatore fa per fermarsi, per aiutarsi... E molte volte gli arbitri prendono decisioni sbagliate perché non hanno giocato e non conoscono quei movimenti. Un giocatore viene toccato in faccia, cade a terra e loro fischiano. Ma perché fischi? Se io sono alto 1 metro e 90 e l'avversario è 1 e 75, quando mi muovo il mio braccio è all'altezza del suo viso, perché fischi? Tutta questa storia mi sta facendo impazzire". Quindi ritiene che il Var potrebbe migliorare inserendo un ex calciatore davanti al monitor? "Basterebbe soltanto uno! Mettine uno che possa dire all'arbitro: Beh, non credo che sia rigore, o forse sì. Con la UEFA, abbiamo analizzato 20 situazioni in cui sono stati assegnati rigori, esaminate da ex giocatori e allenatori, allora 6 di queste erano rigori e 14 no".

Chiaro, chiarissimo. È la tesi comune nel mondo del calcio, è il comune sentire, quasi lo stesso linguaggio, in tutti i campionati, di giocatori, allenatori, presidenti, è la battaglia che Michel Platini ha sostenuto da sempre, scontrandosi con il Palazzo che, nel timore certo di una sua scalata al vertice, lo ha fatto fuori. "Io ero contrario al Var, avevo capito che avrebbe cambiato il calcio. L'arbitro non è più tale, prima di una qualunque importante decisione va al monitor. Gli arbitri non accetteranno mai che un ex calciatore entri nel loro sistema perché perderebbero il loro potere. Ma soprattutto dobbiamo dire che gli ex calciatori non debbano limitarsi ad entrare soltanto nel Var ma assumere ruoli apicali, decisivi nella Fifa e nelle altre istituzioni calcistiche. Ma questo è un sogno, gli attuali gestori scomparirebbero, li conosco tutti e bene, conosco la loro mentalità nei confronti del calcio".

Fulvio Collovati, da difensore campione del mondo, ha parole nette: "Sono mesi che sostengo questa tesi, concordo dunque con quello che dice Fabio Capello, soltanto chi ha giocato a calcio ad un certo livello ha la percezione di quello che è un fallo di gioco, una spinta, un tackle, una

simulazione, quello che accade in campo non può essere rivisto al rallentatore, da remoto, in modo freddo. Sono troppo anziano ma mi propongo per evitare che gli arbitri continuino a fare i danni che sono sotto gli occhi di tutti".

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