Il mare invece degli altopiani. Ma baby Sara corre veloce

Dalla Liguria, a 7 anni macina record e va più forte degli adulti. Sabato scorso il primato europeo 5 km di categoria

Sulla riva del mare di Liguria c'è una bimba che cresce in fretta e corre più veloce degli africani. Si chiama Sara, ha solo sette anni ed è una bambina prodigio. Non ditele di giocare con le bambole come le coetanee: a Sara piace cibarsi di chilometri su e giù in quel di Borghetto Santo Spirito, piccolo municipio a pochi passi dalla spiaggia di Loano. Insomma, niente a che vedere con i 2.000 metri degli altopiani del Kenya, da dove provengono i grandi atleti del mezzofondo e della maratona. Eppure Sara, pur abitando in un paesino affacciato sul mare, non è da meno; anzi, continua a stracciare record di precocità.

Da pochi giorni, infatti, il nuovo fenomeno della corsa su strada si è ripreso il primato europeo di categoria della 5 km. Sabato scorso, Sara ha portato a termine la Marina Classic - prova in notturna che si svolge proprio da quelle parti - in 19'33, migliorando di tre minuti il crono precedente che deteneva Celine, bimba olandese di pari età. Correndo fianco a fianco al papà e allenatore Piernicola Meloni, baby Sara ha (ri)scritto una nuova pagina di storia dell'atletica azzurra. «Sono molto felice di sapere che c'è un'altra bambina che corre veloce e si allena come faccio io», sono state le prime parole rilasciate ai presenti dall'inarrestabile ed instancabile Sara, che ha ereditato la passione dell'atletica leggera dalla mamma istruttrice Elisabetta. Una volta siglato il tempone, col sorriso stampato sul volto contornato da una cascata di capelli che finiscono in treccine e dietro gli imprescindibili occhiali da sole ha subito rilanciato le proprie ambizioni. «Papà ora cercami un'altra gara, voglio correre più forte!».

Non c'è gara podistica che sfugga alla bimba di ferro, capace di battere non solo i coetanei ma persino i ragazzi più grandi e gli adulti, tanto che a Borghetto si trovano dappertutto sue foto e articoli ritagliati nelle vetrine dei negozi. Per tutti Sara è «la bambina che corre». Anche se c'è chi in paese la chiama «la marciatrice». Già perché l'instancabile Sara compete anche nella marcia, dove pure lì vince a mani basse tutti i trofei in cui prende parte, tra i quali l'Ugo Frigerio, dal nome del primo olimpionico di specialità. Senza contare poi le gare disputate all'estero: ogni domenica per Sara è una trasferta verso altri lidi, dalla Spagna all'Inghilterra, dove può correre la 10 km insieme agli adulti. E proprio su questa distanza Sara detiene il record mondiale: fino agli 11 anni non c'è nessuna bambina che abbia corso come la podista loanese in 44'44.

Finita qui? Macché. C'è un nuovo primato da battere: quello della svizzera Christine che nel lontano 1988 ha corso a 11 anni in 36'1919, primo tempo di sempre. Un traguardo tutto sommato alla portata di questa bimba che si allena per diventare la migliore e che sogna di andare alle Olimpiadi. D'altronde, come sempre più frequentemente accade, lo sport non ha età. Lo si è visto ai recenti mondiali di nuoto, quando Benedetta Pilato ha stupito l'Italia e il mondo conquistando la medaglia d'argento a 14 anni. Proprio nei giorni in cui ha fatto scalpore il caso della coreana Boram, già a sei anni una superstar di Youtube, tanto da potersi comprare una villa da otto milioni. Ma, come recita l'antico adagio, i (troppi) soldi non fanno la felicità. Idem le rinunce e le privazioni. Di certo in tenera età.

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