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Marquez torna a terra: non cavalca più l'Honda

Non c'è niente da fare, Marc Marquez è la Honda e la Honda è Marc Marquez

Marquez torna a terra: non cavalca più l'Honda

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Non c'è niente da fare, Marc Marquez è la Honda e la Honda è Marc Marquez. Di conseguenza se al Sachsenring, la pista dove ha vinto anche con un braccio solo, lo spagnolo infila il peggior weekend della sua carriera, vuol dire che entrambi sono in guai grossi. La Honda può dire che una gara l'ha vinta, con Alex Rins in Texas, altra pista amica di Marquez, che però non c'era perché infortunato. In Germania invece l'infortunato era Rins, e con lui Mir, altro neoacquisto di provenienza Suzuki. Entrambi hanno picchiato duro e sono convalescenti, perché questa Honda non perdona; se cerchi di tenere il passo dei migliori, spesso e malvolentieri finisci per terra. Lo sa bene Marquez che al Sachsenring, dove ha vinto la bellezza di undici volte, ha stabilito il nuovo record di cadute in un solo fine settimana. Addirittura sei! L'ultima nel warm up di domenica mattina, che lo ha convinto a starsene seduto a guardare gli altri. Non perché dolorante per le tante botte rimediate, non perché fermato dai medici, non per paura di cadere di nuovo e magari farsi male, ma perché anche per il più tosto dei combattenti arriva il giorno in cui arrendersi all'evidenza della battaglia persa, e correre al Sachsenring, per Marquez significava darsi in pasto agli avversari. Non lo ha fatto. Finché la Honda non corre ai ripari, la sfida sarà impari, eppure tra qualche giorno, in Olanda, Marc metterà di nuovo in pista tutto se stesso, perché ha una volontà di ferro, un coraggio da leone e l'ostinazione a guidare sopra i problemi anche quando il fattore rischio sale esponenzialmente, perché correre per fare numero non è nel suo dna.

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