Mazzola ai calciatori "Riducetevi l'ingaggio". E il governo: A in chiaro

L'ex campione: «Il 5% dello stipendio per aiutare i club». La Lega calcio frena sul campionato in tv

«In un momento così complicato per il nostro paese è giusto che anche i calciatori facciano la loro parte e diano un segnale forte all'esterno. Troppo spesso questi ragazzi sono etichettati come superficiali o mercenari, adesso possono dimostrare il contrario mettendosi al servizio dei propri club e della collettività». Firmato Sandro Mazzola. L'ex direttore sportivo dell'Inter (fu l'artefice del colpo Ronaldo nell'estate 1997) lancia una proposta: «I giocatori hanno l'occasione di dimostrare che esistono e sono vicini alla popolazione. In Serie A guadagnano milioni e per un mese potrebbero decurtarsi il 5% dello stipendio, in modo da destinarlo alle proprie società che dovranno far fronte a pesanti perdite, e alla ricerca contro il coronavirus».

Mazzola parla con cognizione di causa: «Il 3 luglio 1968 insieme a Rivera, Bulgarelli e De Sisti istituimmo l'Associazione Italiana Calciatori. Sono stato un sindacalista del pallone e ricordo una iniziativa simile, che ideammo per aiutare le famiglie delle vittime dell'alluvione. I calciatori sono dei privilegiati ed è giusto che possano restituire qualcosa in nome del bene comune». A beneficiarne in questo caso anche le squadre di appartenenza, che con le porte chiuse vedranno andare in fumo parecchi milioni di euro derivanti dai botteghini. Ben 9 quelli persi dalla Juve nell'ultima settimana per le mancate sfide contro Inter e Milan, che avrebbero garantito un doppio sold out da record. Atalanta-Valencia due settimane fa ha incassato 2,6 milioni (un terzo delle entrate annuali dei nerazzurri). Un mese senza pubblico allo stadio brucia almeno 30 milioni di introiti alle formazioni di Serie A. D'altronde la questione è semplice: la chiusura degli stadi sottrae ai club il 100% degli incassi alle entrate, mentre le uscite restano le medesime. Nelle ultime 72 ore per i nostri club quotati in Borsa (Juventus, Lazio e Roma) le perdite sono state ingenti, tanto da chiudere nelle retrovie del listino principale di Piazza Affari.

Giovedì 12 è in agenda un Consiglio di Lega per rispondere agli interrogativi che animano tutti i dirigenti: «Cosa succede se contrae il virus un tesserato?». Come minimo finirebbero in quarantena 2 squadre, con il rischio di paralisi per l'intero torneo. Anche su questo Mazzola ha le idee chiare: «Ho giocato vent'anni tra Inter e Nazionale. Il calcio è uno sport di contatto. Impossibile tenere le distanze in campo imposte dal Ministero della Salute. Come si fa a mettersi in barriera sulle punizioni e a marcare gli avversari sulle palle inattive? Il rischio di contagio c'è, inutile negarlo. Fossi un giocatore un po' di preoccupazione l'avrei, anche se poi in campo ti dimentichi di tutto».

E intanto domani riparte la serie A con 5 recuperi della 26ª giornata tra cui Juventus-Inter. Il ministro per le Politiche giovanili e lo Sport, Vincenzo Spadafora, ha inviato al presidente della Figc Gravina e a quello della Lega di A Dal Pino una lettera per chiedere la possibilità di trasmettere in chiaro le partite almeno della prossima giornata di campionato. Gravina ha subito risposto sì all'invito del ministro, la Lega di A è contraria alla proposta del ministro, Sky aveva già proposto di trasmetterle su Tv8, in particolare Juventus-Inter.

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Commenti

cecco61

Sab, 07/03/2020 - 09:32

Bella idea che forse resterà solo una simpatica provocazione. Anche ai tempi della crisi economica i dipendenti Wolkswagen si decurtarono lo stipendio per evitare licenziamenti. I nostri calciatori sono però più interessati alla Ferrari o all'extralusso. Vedremo se i tanti che fanno i fenomeni, per i migranti e compagnia bella, sapranno far vedere anche coi fatti il loro presunto impegno sociale. Personalmente ne dubito, se non forse qualche rara eccezione.

Ritratto di Leonida55

Leonida55

Sab, 07/03/2020 - 10:04

@cecco61 - hai ragione. Quelli che chiaccherano invano con discorsi fasulli pro migranti, dessero tutti i loro averi a costoro, che sostengono siano bisognosi, riservandosi 2000 euro al mese, che per decine di milioni di italiani sono già un lusso. Considerando che abbigliamneto sportivo, pasti ai ristoranti, viaggi e spostamenti per loro sono già pagati. Sarebbero considerati lo stesso dei privilegiati. Hia ragione amico cecco61 di dubitare, le eccezioni sono rare, ma di solito sono quelli che agiscono e non chiaccherano, il contrario di quelli che finora abbiamo sentito. Tutti vogliono fare i signori, ma con i soldi degli altri. Prerogativa comunista.

cecco61

Sab, 07/03/2020 - 12:48

@ Leonida55. Aggiungerei che molti anziani, con pensioni sotto i 1.000 euro, senza venire idolatrati da giornali e presunti "Civili", con 1 euro oggi e 1 euro domani, aiutano gli immigrati anche con 100-200 euro all'anno o più. Un Bernardeschi, che giusto ieri ha fatto il "buono" antirazzista, con 4 milioni di ingaggio annuo, senza contare gli sponsor, dovrebbe donare alla causa non meno di 70.000-80.000 euro, ogni anno. Al momento risulterebbe che ha regalato giusto un paio di maglie autografate (che ottiene gratuitamente). Patetico, per non dire di peggio. Sarà più facile vedere gli asini che volano, ah ah ah.