La Mercedes è così forte che le bastano 3 ruote. Domina Lewis, Leclerc 3°

Hamilton taglia il traguardo con una gomma distrutta. Il ko di Bottas spinge la Rossa a podio

Tutto in due giri, gli ultimi. Dopo una gara noiosa come solo la Formula Mercedes riesce a essere, ecco il colpo di scena. Le gomme anteriori sinistre di Bottas e di Hamilton che si sgonfiano, una gara vinta, anzi stravinta, che stava per trasformarsi nel più clamoroso dei patatrac. La vittoria su tre ruote mancava alla collezione di Lewis Hamilton. Ora può aggiungere anche un arrivo come quello di Jim Clark al Gran premio degli Stati Uniti del 1967 alla sua serie, arrivata a quota 87 a quattro soli successi dal record di Michael Schumacher.

La Mercedes forse ha peccato di presunzione. Ha tirato al massimo quando non ne aveva bisogno realmente. Voleva umiliare la concorrenza. Non ha preso in considerazione quanto la Pirelli con Mario Isola ha ripetuto per tutto il weekend: attenzione all'usura dell'anteriore sinistra. A fine gara circolava la tesi dei detriti lasciati da Raikkonen che avrebbero forato le gomme delle Mercedes (e di Sainz). Difficile da credere. Di certo l'eccessiva usura ha influito. Le Mercedes avevano un tale margine da poter anche fare un pit-stop in più. Invece i due piloti si sono tirati la volata a vicenda fino a una decina di giri dalla fine (partenza a parte quando Bottas è stato un po' timido). Hanno esagerato, un po' troppo smargiassi Vedremo tra una settimana. Stessa pista, ma mescole ancora più tenere. Difficile Toto sbagli un'altra volta.

Hamilton oltre che bravo è anche fortunato. «La fortuna non esiste: esiste il momento in cui il talento incontra l'opportunità», diceva Seneca. Sul talento di Hamilton nessuno può avere dubbi e per 51 giri e mezzo si era messo nella condizione migliore per cogliere l'opportunità. Quando a una manciata di curve dalla fine è saltata anche la sua anteriore sinistra, ha dovuto domare un imprevisto che mai si sarebbe immaginato. Ha chiuso su tre ruote tra le scintille, riuscendo a tenere Verstappen a 58. Sarebbe finita in tutt'altro modo se la Red Bull avesse osato, lasciando Max in pista invece di richiamarlo ai box dopo il problema di Bottas. Si è fatta ingolosire dal punto per il giro più veloce. Ma ha perso la grande opportunità.

Sul podio alla fine è salito anche Charles Leclerc che ha ottenuto il massimo possibile dalla sua Ferrari, mai in grado di combattere non solo con le Mercedes, ma neppure con la Red Bull. Charles ci ha provato al via, Max però è stato duro (e corretto) a contro sorpassarlo e poi il ferrarista non ha potuto inventarsi nulla per avvicinarsi alla Red Bull. Di più non poteva fare con la SF1000 scarica che più scarica non si poteva. Era importante stare davanti agli altri. L'obbiettivo (il massimo oggi possibile) è stato raggiunto e il podio è stato un premio inatteso. La gara di Vettel invece è stata molto più complicata, in mezzo al gruppo sempre attorno al decimo posto. Ha avuto un guizzo solo nel finale quando è riuscito a respingere l'assalto di Bottas tenendosi il decimo posto e quel piccolo punticino. La fotografia della sua gara è stato il 38° giro quando non ha potuto resistere all'assalto dell'Alpha Tauri di Gasly. Oggi la Ferrari è questa. Gode di ottima salute, come dice il presidente.

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Commenti

cir

Lun, 03/08/2020 - 11:01

MERCEDES= CLASSE = ELEGANZA = SERIETA'. ferrari? mi scappa da ridere..lasciateli cantareeee...con la chitarraaa in manoooo ...!

cir

Lun, 03/08/2020 - 17:57

tanto per far contenti i ferraristi..da wikipedia. Ferrari N.V. (naamloze vennootschap) è la società di diritto olandese che controlla la Ferrari S.p.A., la casa automobilistica italiana fondata da Enzo Ferrari nel 1947 a Maranello che produce automobili sportive d'alta fascia e da corsa, essendo largamente impegnata nell'automobilismo sportivo mondiale. Dal 21 luglio 2018 l'azienda, come la controllata Ferrari S.p.A. è guidata da Louis Carey Camilleri, in qualità di amministratore delegato, mentre John Elkann ne è il presidente. Entrambi sono succeduti a Sergio Marchionne pochi giorni prima della sua morte, che guidava l'azienda dal 2014, quando aveva sostituito Luca Montezemolo.