La frase di Allegri che scuote la Juve: "Vado in pensione..."

"I giovani non sono più giovani. Io posso andare in pensione ma qualcuno tra un po' smette, quindi bisogna darsi una sveglia sotto l'aspetto mentale", questo il messaggio di Allegri ad alcuni suoi giocatori

La frase di Allegri che scuote la Juve: "Vado in pensione..."

La situazione è delicata in casa Juventus con la squadra che ha messo insieme un solo punto in tre giornate frutto di due sconfitte con Empoli e Napoli e di un pareggio contro l'Udinese. La sfida contro il Malmo in Champions League deve servire come trampolino di lancio per ripartire anche perché domenica allo Stadium arriverà il Milan agguerrito di Stefano Pioli.

La prima Juventus di Massimiliano Allegri nel 2014-15 arrivò fino in finale di Champions League ma Allegri non vuole fare paragoni: "Sono situazioni diverse. In campionato avevamo iniziato bene, a livello psicologico si respirava aria negativa per l'eliminazione precedente. Ora siamo qui dopo un avvio disastroso e dobbiamo vincere fuori casa per affrontare il girone nel migliore dei modi. La squadra a tratti ha fatto bene. Gli errori sono capitati e sono stati tanti. Ma con qualche punto in più avremmo visto le cose in maniera diversa".

La reprimenda

Allegri ha poi tirato le orecchie e una stoccata ai giovani, non più ritenuti tale dal tecnico toscano:"I giovani non sono più giovani. Io posso andare in pensione ma qualcuno tra un po' smette, quindi bisogna darsi una sveglia sotto l'aspetto mentale"ù, questo l'affondo dell'ex allenatore di Milan e Sassuolo.

Difesa totale invece nei confronti del criticato Wojciech Szczesny anche se Max si è mostrato perplesso: "Non avrei mai potuto immaginare che Szczesny, un portiere di livello europeo che fa dell‘affidabilità il suo punto di forza, potesse commettere tre-quattro errori in tre partite, avrei dato del matto a chi l'avesse detto. Succede, è un portiere di valore assoluto, gioca lui".

Allegri però non vuole piangersi addosso e non si sente tradito dai suoi ragazzi: "Deluso? No, siamo tutti responsabili quando prepariamo le partite. Dobbiamo crescere velocemente nelle piccole malizie e nella gestione di alcuni momenti della partita".

Chiusura con un pensiero su dove in questo momento colloca la sua Juventus: "La Juventus era considerata favorita perché in quei 5 anni abbiamo giocato due finali, altri grandi risultati e qualche sfortuna. La Juventus, una delle prime volte in cui parlai col presidente, l'obiettivo è entrare nelle prime 8. Poi quando ci arrivi, può succedere di tutto. Devi cercare di passare il turno per provare a giocarti la Champions. Quest'anno non siamo tra le favorite ma non vuol dire che non abbiamo il desiderio di vincere, sono due cose diverse".

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