Milan-Juve senza età. Dall'effetto Ibrahimovic al Cristiano infinito

Domani la sfida al Meazza. Scossa Zlatan: i rossoneri sono da Champions CR7, scatto da scudetto: venti gol in 16 partite

Il portoghese ne ha già compiuti 35. Lo svedese spegnerà 39 candeline a ottobre. Cristiano Ronaldo e Zlatan Ibrahimovic domani se ne infischieranno della carta d'identità, tanto per cambiare. Troppo forte è il loro amore per il calcio, troppo elevata è la considerazione che hanno di se stessi per farsi condizionare da quello che riporta l'anagrafe. Hanno sempre segnato e continueranno a farlo finchè ne avranno voglia: prima o poi smetteranno, certo: lo faranno però senza farsi influenzare da giudizi esterni o da qualunque cosa che non sia il loro desiderio di mettersi alla prova in qualche altro campo.

Milan-Juventus sarà insomma anche CR7 contro Ibra: duello a distanza tra due fenomeni, pur se il primo ha vinto Champions League in serie e il secondo nemmeno una. Stesso discorso per il Pallone d'Oro: chi osasse però mettere in discussione il valore assoluto dell'attuale attaccante del Milan sarebbe da internare o giù di lì. A lui, il Diavolo si è aggrappato per raddrizzare una stagione complicata: certo qualcosa lo svedese ha perso nel corso degli anni, ma la leadership e la presenza scenica oltre al rendimento sul campo, quasi sempre più che sufficiente e con uno score che al momento recita quattro gol e due assist hanno in effetti permesso al Milan di rimanere aggrappato alle posizioni più nobili della classifica. E anche quando si è infortunato, il suo desiderio di tornare il prima possibile ha regalato entusiasmo e benzina ai suoi compagni: a Ferrara, tanto per gradire, il suo ingresso in campo nell'ultima mezzora ha spinto i rossoneri alla rimonta (da 0-2 al 2-2), mentre a Roma contro la Lazio il suo contributo si è visto anche nel tabellino, con l'assist per Calhanoglu e il rigore trasformato. Con lui e grazie a lui il Milan cercherà di fare uno sgambetto alla Juve e di avvicinarsi ancor più alla qualificazione alla prossima Europa League: quel che succederà poi una volta terminato il campionato lo si deciderà più avanti.

Sulla carta non ci sono invece dubbi sul futuro di Ronaldo, il quale ha ancora due anni di contratto con la Juventus: ogni tanto salta fuori qualche dubbio circa la sua permanenza, ma al momento tanti dubbi non ce ne sono. Pure perché il portoghese si sta confermando la solita macchina da reti: 25 gol in campionato, venti dei quali nelle ultime sedici partite.

E quando, contro l'Inter, non è riuscito a buttare la palla dentro, è arrivato comunque un assist altrettanto importante. Difficile anche in questo caso metterne in dubbio l'utilità, pur se è vero che il portoghese condiziona parecchio il modo di giocare della Signora: siccome però lo scopo del gioco rimane quello di battere il portiere avversario, Sarri e il popolo bianconero ringraziano. Peraltro, venticinque reti in campionato li avevano segnati prima di lui soltanto altri sette juventini: Bona, Hirzer, Felice Borel, Boniperti, Hansen, Charles e Sivori, ultimo a riuscirci nel 1960/61. Lo scorso anno, per la cronaca, in serie A il portoghese si era fermato a 21: quest'anno non pare nemmeno impossibile raggiungere quota trenta.

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