Il Milan ritrova Ibra ma perde la via del gol. Avanti solo di rigore

Lo svedese non incide e i rossoneri superano il Torino solo con la lotteria dal dischetto

Anche questa volta il Toro s'arrende ai rigori. Ma non ci sono né polemiche né moviole da chiamare in causa perché lo 0 a 0 resiste fino ai supplementari. E quando diventa indispensabile ricorrere agli undici metri il Milan non ne sbaglia nemmeno uno, i granata risultano traditi da Rincon stregato dalla prodezza del portiere rossonero. Così il Milan conquista il passaggio ai quarti e si gode stasera la sfida di Firenze per conoscere il prossimo rivale. C'è un altro derby alle porte dopo quello ancora più esaltante che si gioca in classifica. Si rivede Ibra senza lasciare segno, colpiti due pali dai rossoneri, il Toro fa davvero poco per meritarsi una serata di gloria. Gli conviene pensare allo Spezia e alla salvezza che sta diventando un traguardo complicato.

Le prime notizie della serata glaciale arrivano dal fronte mercato perché sia Maldini che Vagnati, ds granata, offrono aggiornamenti sul tema. Per Simakan (Strasburgo) la conferma dell'intervento chirurgico (due mesi d'assenza) suggerisce di prendere tempo, per Meitè, centrocampista del Toro invece, c'è tempo nei prossimi giorni per chiudere l'intesa tra i club. Le altre sorprese provengono dalle scelte di Pioli che riportano alla luce Musacchio al termine di un lunghissimo periodo (febbraio 2019 l'ultima presenza) d'assenza, tra intervento chirurgico alla caviglia e relativa preparazione fisica per tacere poi della presenza di Ibra (per un tempo) che ha bisogno di scaldare il suo motore prima di ripartire in campionato lunedì prossimo da Cagliari. Giampaolo invece prova a risparmiare le migliori energie (Belotti in panchina) perché sabato c'è la sfida con lo Spezia che è già una sorta di spareggio-salvezza. Di sicuro la partenza granata è meno timida e impacciata di quella conosciuta sabato scorso quando andò sotto due volte già durante la prima frazione. Nella serata di coppa c'è un solo tiro, di Ibra, su lancio di Calabria, a testimoniare la presenza rossonera mentre il Toro è più attivo dalle parti di Tatarusanu.

Nella ripresa cambia marcia e schieramento il Milan (4 cambi nei primi 18 minuti) e i frutti si vedono subito: Leao centra la sagoma gialla del portiere granata, poi Dalot e Calabria su azioni alla mano dei rossoneri colgono due volte il palo che è un'altra costante della stagione (4 centrati contro il Parma). L'episodio più discusso si verifica a metà della seconda frazione quando l'imperfetto controllo in area di Milinkovic Savic consente a Leao di piombare sulla palla e poi rovinare a terra per l'opposizione del portiere torinista. Valeri è lontano, proteste inevitabili: ne fa le spese Donnarumma, in panchina, espulso, il varista (Banti) non interviene. Epilogo ai supplementari, come nel precedente della passata stagione che regalano però zero emozioni e un bel po' di stanchezza. Si chiude la sequenza dei rigori. Decisi da una parata di Tatarusanu (sul penalty di Rincon) e dal successivo sigillo di Calhanoglu che chiude il conto e consegna ai suoi il passaggio ai quarti di finale.

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