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Per il Milan solo nemici: lo Spezia in forma, le assenze e pure S. Siro

Il ko di un anno fa, gli uomini contati in difesa e al centro, il mercato fermo e l'erba del Meazza

Per il Milan solo nemici: lo Spezia in forma, le assenze e pure S. Siro

Di suo, lo Spezia, evoca già tristi ricordi. Giusto un anno fa, a febbraio, quella scoppola (2-0) rimediata prima del derby provocò il sorpasso di Conte interista e l'inizio di un periodo complicato. «Questo è un altro torneo e un'altra storia» spiega Stefano Pioli con l'intento di cancellare dallo scenario i fantasmi del passato. Poi c'è il ruolino di marcia dello Spezia dove trovi due successi su due nelle ultime due trasferte, Napoli e Genoa. Non solo. In difesa e a centrocampo, il Milan ha gli uomini contati per via di squalifiche (Tonali), assenze vecchie e nuove e della coppa d'Africa con gravi problemi di sostituzione in caso di altri ko. «Dovremo inventarci qualcosa» è la risposta di Pioli che conosce bene la condizione della rosa e aspetta, come oasi nel deserto, l'arrivo della prossima sosta (dopo la Juve) nella speranza che cambi il vento di questo periodo. A questo punto è inevitabile il collegamento tra l'emergenza in difesa (attualmente Romagnoli ancora positivo, Kjaer fuori fino a giugno, Tomori in ripresa tra un mese) e il ristoro che può arrivare dal mercato dove però le trattative procedono a ritmo molto lento. L'inglese, tra l'altro, appena operato al menisco, è uno che smania dalla voglia di tornare. «Fosse per lui giocherebbe lunedì sera» la battuta di Pioli.

«Io e i dirigenti la pensiamo allo stesso modo: non serve un rinforzo tanto per prendere, ma uno in grado di migliorare la rosa» è la risposta sul tema del tecnico. Dietro il ragionamento c'è anche un non detto: poiché le famose prime scelte (Bremer del Torino o Botman del Lille) non si muovono o sono irraggiungibili per una quotazione considerata eccessiva, allora o c'è la famosa occasione oppure il mercato del Milan si chiuderà con un nulla di fatto. Ma che nessuno alzi poi il ditino nei confronti di staff tecnico e gruppo squadra.

Perciò da qui fino al 6 febbraio (la notte del derby), il Milan deve andare avanti con le forze attualmente a disposizione. A cominciare dalla strana coppia di difensori centrali, Kalulu - che è una sorpresa per chi ne ha sottovalutato le qualità - più Gabbia considerato una sciagura dopo la sconfitta di Firenze e tolto dal mercato (lo voleva la Samp) dopo l'infortunio al menisco di Tomori. Anche Rebic, rientrato col Genoa in coppa Italia dopo due mesi d'assenza, è tutt'altro che sulla strada del pieno rendimento. «Ci vuole pazienza» invoca Pioli. Oltre che pazienza, forse ci vuole anche qualcosa d'altro visto che anche col Genoa il Milan ha subito gol da calcio d'angolo come gli è capitato in 4 delle ultime 5 partite. «Ci stiamo lavorando» ripete il tecnico ma questo rilievo segnala l'assenza del vero leader difensivo (Kjaer) e ora in aggiunta quella dell'inglese che in materia di contrasti vinti e di recuperi vanta un invidiabile score. Ultimo allarme, quello del terreno di San Siro.

«Fino alla sosta si giocherà sempre, impossibile provvedere a migliorarlo» chiude Pioli.

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