Milan, uno spareggio tra mille calcoli

Dopo i ko con Liverpool e Atletico, vittoria d'obbligo. Pioli: "Ibra parte in panchina"

Milan, uno spareggio tra mille calcoli

Per il Milan di Champions league è già uno spareggio, senza possibilità di recuperi successivi. Tra la sfida di stasera e quella del 3 novembre prossimo o spinge sul fondo del girone il Porto che è davanti di un punto, oppure deve rassegnarsi a un destino malinconico. La contabilità deprimente è conseguenza delle prime due prove (con Liverpool e Atletico Madrid) che hanno segnalato qualche virtù e denunciato inevitabili limiti, specie al cospetto degli inglesi il cui calcio va a una velocità doppia rispetto a quello italiano. «Abbiamo sofferto nei primi 20-25 minuti» è il ricordo di Pioli. Solo il prodigio di Maignan sul rigore di Salah impedì proporzioni irrimediabili alla sconfitta maturata poi nella seconda parte.

A dire il vero rimpianti e polemiche sono concentrati nella sfida domestica con gli spagnoli: allora le disattenzioni difensive addizionate all'errore dell'arbitro turco (doppio giallo a Kessiè) hanno orientato la sfida così da trasformare quel promettente 1 a 0 di Leao nel 2 a 1 finale. Dalle parti di Milanello hanno l'istinto alla concretezza: se riuscisse il recupero sarebbe un altro capolavoro dopo il secondo posto della stagione passata, altrimenti sarebbe cosa buona e giusta indirizzare le migliori risorse al campionato. Nel frattempo è in corso l'operazione recupero che è forse decisiva per il risultato finale.

In questo senso Stefano Pioli è guidato da una sana prudenza. Si spiega così la decisione di accompagnare - a puntate - Ibra, che è poi un decisivo protagonista, verso la migliore condizione. «Non è ancora in grado di partire dal primo minuto» è la spiegazione convincente dopo i 15 minuti spesi con il Verona nella frazione più importante, la seconda. Confermata anche l'assenza di Rebic, altro caduto per l'acciacco alla caviglia nella speranza di rivederlo sabato sera a Bologna. È la serata di Leao, portoghese, presentato alla stampa del suo paese con i seguenti più da Pioli: «È più consapevole delle sue qualità, sta più dentro la partita, può fare ancora meglio». In effetti l'ex svampito è pronto ad ammettere pubblicamente di essere tornato in estate a Milanello «con la testa giusta», la maggiore garanzia perché possa dare fondo al suo talento, fisico e tecnico, che è davvero così promettente da lasciare immaginare margini notevoli di miglioramento. Le assenze continuano a pesare. Ieri è rimasto a casa Rebic (con Kessiè squalificato) mentre è tornato arruolato Bakayoko. E se in campionato possono essere colmate dallo spirito e dal cuore, in Champions la musichetta è completamente diversa. Perciò probabilmente Calabria sarà dirottato a sinistra con Kalulu a destra: Ballo Tourè non offre ancora le necessarie garanzie.

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