Milan, tra testa e gambe spia della riserva accesa. Ma c'è la ricarica derby

Tre sconfitte nelle ultime cinque gare, però ora la rosa è più lunga per dosare meglio le energie

Testa o gambe? A leggere le prime reazioni dopo le due sberle ricevute a La Spezia, sembra che ci siano analisi di segno opposto. Romagnoli detta la linea della testa: «L'abbiamo sottovalutata». Pioli è di altro avviso: «A vedere gli allenamenti settimanali nessuna previsione di una prova del genere».

Al Milan, per non dispiacere né all'uno né all'altro, alla fine hanno scelto e deciso: tutte e due. Il Milan ha perso con lo Spezia per le gambe, molli e poco reattive rispetto al pressing feroce allestito da Italiano. Per la testa, impreparata probabilmente a ricevere quel tipo d'accoglienza da parte di una squadra comodamente piegata all'andata e con uno schieramento pieno di seconde e terze linee (Colombo centravanti invece di Ibra, Krunic e Tonali a metà campo invece di Kessie e Bennacer), valgono altre valutazioni.

Perciò a Milanello questa volta il risultato - l'ennesimo negativo di questo 2021 dal retrogusto amarognolo (tre sconfitte nelle ultime 5 partite) - è suonato l'allarme e non ci sono più state le parole dolci e comprensive sentite in altre occasioni, per esempio dopo la Juve oppure a seguito dell'eliminazione dalla coppa Italia. Ecco uno spunto da mettere sotto i riflettori: per la prima volta, a Milanello hanno avuto due settimane libere per allenamenti specifici e di gruppo come mai accaduto prima. Può essere questo uno dei motivi utili a spiegare quei duelli persi nella corsa, nell'arrivare primo sul pallone, nel farsi sorprendere dall'aggressività altrui, tipo la palla di Agudelo sottratta a Theo Hernandez che ha dato lo spunto al primo gol di Maggiore. Per capirsi: hanno lavorato sodo e imballato forse i muscoli, specie di quelli fermi da troppi giorni per infortunio, tipo Bennacer, Calhanoglu, Dalot, Kjaer.

Perciò qualcuno può adesso sperare che riprendere a giocare ogni tre giorni tra Europa league e campionato, possa fornire qualche piccolo contributo rispetto a chi invece non ha mai smesso di consumare energie negli straordinari della coppa Italia e deve tornare a farli con il ritorno delle coppe europee. Di sicuro Belgrado sarà il vero banco di prova per il Mario milanista, Mandzukic che fin qui ha soltanto partecipato a qualche spezzone e senza meritare grandi lodi, semmai sfiorando più volte (contro Atalanta e Spezia) il gol a dimostrazione che deve ancora scaldare il piede oltre che trovare il ritmo partita.

Dosare le forze sarà meno complicato di una volta specie dopo il mercato di gennaio poiché gli arrivi di Meité e Tomori, oltre che dell'attaccante croato, hanno offerto a Pioli qualche ricambio in più e qualche possibilità di replicare il sistema di gioco senza perdere significative quote in fatto di cifra tecnica. E non è il caso di pensare al derby perché l'Europa league è un obiettivo dichiarato del club oltre che l'ingresso secondario alla Champions visto che il campionato ha rimesso in sella le sette sorelle.

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