Milano in coda e l'Inter va davvero a zig zag

I nerazzurri proprio come le nuove divise: non hanno ancora una linearità

Milano prova a mordere la coda del campionato: dopo il doppio fondamentale successo di domenica, Inter (in casa col Brescia, h 19:30) e Milan (In trasferta con la Spal, h 21:45) hanno la ghiotta opportunità di allungare la striscia positiva contro le 2 cenerentole del campionato. Facendolo, entrambe si avvicinerebbero a ciò che è rimasto dei rispettivi obiettivi di stagione: l'Inter di Conte al terzo posto (per fare meglio dei 2 anni di Spalletti), il Milan di Pioli al settimo, che varrebbe l'Europa League (ma non la riconferma del tecnico, già rassegnato a saltare).

La vigilia dell'Inter, ancora una volta è tutta proiettata sul futuro: visto l'avversario, sembra poterselo permettere. Visite mediche e 5 anni di contratto per Hakimi, acclamatissimo dai tifosi e già rimpianto a Madrid: 40 milioni (più 5 di bonus) sicuramente ben spesi da Zhang. Poi c'è l'ufficializzazione della maglia nerazzurra prossima ventura, tutto uno zig zag intorno alla storia. Bocciata dai social, magari si prenderà la rivincita negli store in cui sarà in vendita da oggi. Improbabile. Di certo, in quelle righe tremolanti, più che un omaggio a Milano, alla cultura post modernista e al Biscione come recita la nota di presentazione, sembra di scorgere tracce di pneumatici sulla lycra, in omaggio allo sponsor gommista, in uscita a giugno 2021 dopo 25 anni di onorata e ricca collaborazione col club.

C'è poi chi vede in quello zig zag anche un po' il tracciato della stagione nerazzurra, un di qua e di là continuo, rispetto all'ideale barra degli obiettivi. La vittoria di Parma, tanto fortunosa quanto fondamentale, allenta di certo un po' la tensione intorno a Conte, libero di sposare un'altra volta il turnover massiccio (riposa Lukaku, Sanchez con Lautaro), che stasera dovrebbe coinvolgere anche Eriksen (c'è Borja Valero). «Ho massima fiducia in tutta la rosa, perché tutti sanno ciò che devono fare i campo», spiega Conte. Oltre ai 3 punti, c'è da guardare una volta di più con interesse, l'ultima da avversario, a Sandro Tonali, nerazzurro annunciato e in arrivo tra poche settimane.

Pioli, di suo, ritrova Ibrahimovic per la prima volta dopo la ripartenza (3 partite: 1 pareggio con la Juventus e 2 vittorie) e quasi non sa che farsene. Il successo con la Roma ha dato morale e forse la scossa, di certo ha gonfiato l'autostima del gruppo, come mai da molti mesi a questa parte. «Sono molto soddisfatto per domenica, ma la classifica attuale non ci piace ancora. Dobbiamo continuare e migliorare». C'è anche chi pensa che senza Ibrahimovic, la squadra giochi meglio, dimenticando peraltro che quando lo svedese è arrivato, il Milan era 11esimo e non primo... Ibra andrà in panchina, pronto a ricominciare. Non rinnoverà, ma qualche graffio da qui al 2 agosto lo lascerà ancora. Molti cambi anche nel Milan, ovviamente: tante partite, molto caldo, poco recupero. Il turnover non è un vezzo ma una necessità. Potrebbe toccare anche a Paquetà, titolare solo in Coppa Italia contro la Juventus e di certo in stagione tutt'altro che brillante. Eppure rilancia. «Voglio restare anche il prossimo anno, nessuna intenzione di tornare in Brasile», il messaggio al club.

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