La vergogna inglese: insulti razzisti per i rigori

Sui social si scatena la rabbia contro Sancho, Saka e Rashford, i tre calciatori di colore che hanno fallito i rigori della finale di Euro 2020

La vergogna inglese: insulti razzisti per i rigori

Insulti razzisti e minacce di ogni genere ai tre calciatori dell'Inghilterra, che hanno sbagliato i rigori decisivi nella finae degli Europei 2020. Il caso ha voluto si tratti proprio di tre calciatori di colore Sadon Sancho, Saka e Rashford, travolti da un'ondata di odio razziale, scatenatasi sui social.

"It's coming home", cantavano i tifosi inglesi prima della finale di Euro 2020 andata in scena domenica 11 luglio al Wembley Stadium di Londra. Alla fine, nonostante il gol lampo di Shaw, la nazionale di Southgate si è arresa ai rigori contro l'Italia, che conquista così il secondo titolo di campione d'Europa a 53 anni di distanza dalla prima volta. Ci vorrà molto tempo per metabolizzare una delusione del genere, basta guardare la reazione dei calciatori inglesi, che hanno subito tolto la medaglia d'argento, ricevuta durante la premiazione. Grande amarezza anche per i sostenitori della nazionale dei Tre Leoni, che se la sono presa con Rashford, Sancho e Bukayo Saka, i tre calciatori che hanno fallito i tiri dagli 11 metri nella lotteria dei rigori, con insulti razzisti postati sui social.

Per il 23enne Marcus Rashford, in particolare, c’è l’amarezza di aver subito nuovi insulti dopo quelli che gli avevano recapitato pseudo tifosi del Manchester United dopo la finale di Europa league persa con il Villarreal a fine maggio, persa dopo un'interminabile serie ai rigori. Tuttavia quella sera la giovane stella inglese aveva trasformato il suo tiro dagli undici metri. Intanto la nazionale inglese ha già fatto sapere che continuerà a combattere il razzismo nel calcio e a manifestare apertamente inginocchiandosi in segno di protesta. Mentre giornalisti e commentatori, con voce unanime hanno chiesto che Twitter, Facebook e Instagram cancellino velocemente gli insulti razzisti.

Le reazioni

Arriva immediata la condanna da parte di Boris Johnson. "I giocatori dell'Inghilterra meritano di essere lodati come eroi, non insultati in modo razzista sui social network. I responsabili di questi terrificanti insulti dovrebbero vergognarsi di se stessi", scrive su Twitter il Primo Ministro inglese. Mentre il leader dell'opposizione Keir Starmer ha definito gli autori dei messaggi come "una disgrazia" che "non rappresentano per nulla questo Paese" .

Medesima posizione quella della FA, la Federazione calcistica britannica, che sullo stesso social"condanna fermamente tutte le forme di discriminazione ed è sconcertata dagli insulti razzisti contro alcuni dei nostri giocatori. Chiunque si comporti in modo così disgustoso non è benvenuto nel seguire la squadra. Faremo tutto il possibile per supportare i giocatori sollecitando le punizioni più severe per i responsabili". Poi ribadisce:''Siamo disgustati di vedere che membri del nostro team, che hanno dato tutto, sono stati sottoposti ad aggressione discriminatorie sul web dopo il match di ieri sera. I giocatori hanno il nostro sostegno''.

"Sono disgustato dagli insulti razzisti rivolti ai giocatori dell'Inghilterra dopo la partita di ieri sera. E' assolutamente inaccettabile che i giocatori debbano sopportare questo comportamento ripugnante. Va interrotto ora e tutti coloro che sono coinvolti dovrebbero essere ritenuti responsabili". Lo scrive il principe William attraverso l'account Twitter The Duke and Duchess of Cambridge per condannare la rabbia dei tifosi inglesi esplosa nella notte sui social contro Rashford, Sancho e Saka, i tre calciatori che hanno fallito i rigori nella finale contro l'Italia.

Il ct inglese Gareth Southgate ha descritto gli abusi razziali diretti ad alcuni giocatori della nazionale da parte di tifosi britannici come "imperdonabili". Poi ha affermato che "non è quello che vogliamo rappresentare. Siamo stati un raggio di speranza nel portare le persone ad essere insieme e identificarsi nella nazionale, dato che la nazionale rappresenta tutti".

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