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Mou "elimina" il Napoli dalla corsa scudetto

El Shaarawy nel recupero replica a Insigne. Josè furia: "Arbitro vergogna, impossibile vincere"

Mou "elimina" il Napoli dalla corsa scudetto

I sogni scudetto del Napoli si spengono definitivamente nei minuti di recupero, quelli che si potrebbero ormai chiamare la «zona Roma». La rete di El Shaarawy che allunga la serie positiva della truppa di Mourinho (12 gare senza sconfitte) è la settima segnata dai giallorossi dopo il 90'. Merito della mentalità impartita dallo Special One: mai mollare fino al termine, vedi il successo casalingo sul Sassuolo (anche in quel caso siglato al 91' dal Faraone) o quello a La Spezia grazie ad Abraham o ancora ai pareggi nelle tane dello stesso Sassuolo (Cristante) e dell'Udinese (Pellegrini).

L'1-1 maturato negli oltre 100 minuti di partita consegna così al derby delle milanesi la lotta per il titolo e conferma i giallorossi come prima forza dell'altro campionato, quello per i piazzamenti nell'Europa minore. Le lacrime di Insigne sotto la curva partenopea, dopo aver calciato una bottiglietta in panchina al fischio finale, sono l'immagine della resa del capitano (che ieri ha vissuto la sua ultima grande sfida con la maglia del Napoli) e della squadra di Spalletti nella corsa per il titolo. Il «Maradona» si è rivelato il nemico numero uno degli azzurri (appena 30 i punti conquistati sui 51 disponibili in casa) e lo svantaggio nella volata per lo scudetto è stato il doppio confronto con Fiorentina e Roma, forse tra le squadre più in forma del campionato.

«È giusto», urlerà Mourinho dopo il gol segnato da El Shaarawy che riequilibra la sfida. Una gara dura, tesa anche se non cattiva che il Napoli controlla soprattutto nei primi venti minuti, quando trova il vantaggio con il rigore di Insigne confermato dal Var (12 i penalty concessi al Napoli, record in stagione nei top 5 campionati europei). La Roma guadagna via via campo fino al pari conclusivo. Il 12° risultato utile consecutivo tiene viva la fiammella della zona Champions, con Mourinho che fa il «pompiere» ritenendo la Juve «più forte». «Mi sembrava impossibile durante la partita di uscire con un risultato positivo, ma non perché la mia squadra non ha giocato benissimo, ma i signori Di Paolo (in sala Var, ndr) e Di Bello mi hanno fatto vergognare di essere lì. Il rigore non fischiato a Zaniolo, il mancato rosso a Zanoli, vogliamo rispetto. Voglio avere il diritto di giocare per vincere le partite. Dopo la gara di giovedì, il campo sembrava l'Everest, la mia Roma ha mostrato una prova di grande personalità, così Mourinho.

La precisa trasformazione di Insigne dal dischetto poteva indirizzare la gara a favore degli azzurri. Ma la serata no di Osimhen e l'uscita dal campo di Fabian Ruiz e Lobotka hanno poi penalizzato la squadra di Spalletti, pian piano assaltata dalla Roma venuta fuori con grande personalità - pure con un Abraham mai pericoloso - che ci crede fino al termine. «Un po' di delusione c'è, abbiamo condotto bene la partita per lunghi tratti, il dispiacere va al finale quando non abbiamo gestito la palla nella maniera migliore. Non replico a Mourinho, dico solo che noi stiamo seduti in panchina facendo fare il lavoro agli arbitri...», così Spalletti.

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