Mou, la Signora e Max. Una lunga storia di scontri e frecciate

All'epoca dell'Inter i primi attriti proseguiti con il Real e culminati con lo United a Torino nel 2018

Mou, la Signora e Max. Una lunga storia di scontri e frecciate

Torino. Filerà tutto liscio. O forse no. Perché quando le strade della Juventus e di José Mourinho si incrociano, non si sa mai quello che può accadere. Retaggio degli anni in cui il portoghese allenava l'Inter, ma non solo. Punzecchiature potentissime, polemiche vere. In certe occasioni, andando anche oltre quel (sottilissimo) confine che mai si dovrebbe superare. Domenica sera, andrà in scena un altro capitolo di un duello comunque adrenalinico. Bianconeri contro giallorossi, allo Stadium dentro il quale l'ultimo faccia a faccia risale al 7 novembre 2018, match di Champions League vinto in rimonta dallo United allenato dal portoghese: il quale, insultato per tutta la partita e dopo avere mostrato al termine della gara di andata il «3» con le dita ai tifosi bianconeri per ricordare loro il triplete, sarebbe di lì a poco uscito dal terreno di gioco portando la mano a un orecchio. Come dire adesso non vi sento più, fischiate più forte.

Ecco: queste sono le premesse. E, per quanto l'impianto bianconero sarà pieno solo al 60%, non ci sono dubbi sull'accoglienza che il popolo bianconero riserverà all'attuale tecnico giallorosso: fischi su fischi. Tornerà il rumore dei nemici, ogni sospiro e ogni sguardo sarà sottoposto ad analisi e contro analisi. Se poi qualcuno andrà oltre, non si farà altro che aggiornare un'agenda già piena di episodi. Il 3 marzo 2009 per esempio, tra «zero tituli» e «prostituzione intellettuale», l'allora tecnico dell'Inter aveva accusato la Juve di avere «fatto tanti punti grazie a errori arbitrali». Apriti cielo, inevitabilmente. Con puntate successive, anche. Tipo quella del 19 febbraio 2010 quando, commentando un rigore concesso ai bianconeri contro il Genoa per un intervento (fuori area) di Papastathopolus su Del Piero, il portoghese replicò a Bettega, allora dirigente bianconero, dicendo che «c'è solo un'area di 25 metri in Italia».

Né il rapporto si è mai troppo rasserenato. Traslocato a Madrid, Mourinho avrebbe di lì a poco spiegato che «non potrei allenare la Juve, dopo aver vestito la maglia dell'Inter». E, da allenatore del Chelsea, arrivò anche una stoccata ad Allegri: «Non posso parlare di un giocatore della Juventus (Pogba, ndr): so che lui ha parlato per tutta l'estate di Oscar e Ramires, ma io non lo farò». A proposito dell'attuale allenatore bianconero, anche con lui non sono state rose e fiori. Il motivo va fatto risalire al 2009, quando all'attuale guida bianconera fu assegnata la Panchina d'Oro: «Io sono contento di aver vinto il premio dato dai giocatori agli Oscar del calcio la reazione di Mou -. Quanto ai voti degli allenatori, il fatto che io abbia preso 6-7 preferenze è la vera sorpresa positiva». «Essendo lui l'allenatore dell'Inter, sempre sotto i riflettori, è tenuto a commentare tutto la replica di Allegri -. Ma, per farmi innervosire, di battute deve farne un bel po'». Quindi, l'ulteriore stoccata che raggiunse il portoghese a Madrid: «Ogni tanto è patetico, ripete sempre le stesse cose. Dietro la sua arroganza, nasconde insicurezze».

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