Il cuore del Napoli non muore mai. In dieci e al 90' porta via tre punti da Marassi (2-3) al tramonto di una gara pazzesca, persa e vinta almeno tre volte. Il quarto rigore causato da Buongiorno in questa stagione è una palla al piede che il Napoli si trascina dietro per una ventina di minuti: il pregio dei campioni d'Italia è quello di non accusare il colpo subdolo che arriva dopo sedici secondi, infatti impiega poco tempo per rinfrescare la parola d'ordine che Conte aveva usato come slogan degli ultimi giorni, ovvero reagire.
In meno di due minuti, Hojlund e McTominay sovvertono il risultato, il gioco è apprezzabilissimo ma questa è una stagione maledetta e allora proprio lo scozzese va ko, infortunio numero 35 della stagione. Buongiorno continua a fare danni, Colombo ritrova il pareggio su un suo errore, Juan Jesus fa di peggio beccandosi il cartellino rosso: l'inerzia è tutta rossoblù, Vergara è un fantasma fino all'ultimo minuto quando si procura un rigore che sa di fantascienza e che il Genoa contesta. Hojlund timbra il secondo gol del nuovo anno al 95', è il premio a una squadra che si conferma campione. Almeno per il carattere infinito.
"Una vittoria nella quale al di là del coraggio e del cuore, abbiamo fatto tutto noi, i due gol del Genoa sono errori nostri, rialzarsi non era facile - così
Conte -. Bella risposta da parte di tutti, i ragazzi stanno buttando il cuore oltre l'ostacolo. McTominay? Ha un'infiammazione con cui sta convivendo, ieri l'ho sostituito a inizio ripresa perchè non ho voluto rischiarlo".