È nata una stella. Anzi due: Ktm e Binder

Primo successo della Casa austriaca in MotoGp e del debuttante sudafricano

Una cosa è certa: a Mattighofen hanno le idee chiare. Quando KTM debuttò in MotoGP nel 2017, il boss Stefan Pierer aveva delineato nei dettagli il programma che avrebbe portato la RC16 sul podio. «Il nostro obiettivo è vincere una gara nella quarta stagione». Presunzione? No, realismo. La Casa Austriaca si è imposta in ogni disciplina, dal Mondiale Motocross alla Dakar. L'armata arancione ha affrontato la MotoGP con la stessa clinica determinazione. Fedeli al Dna racing dell'azienda, il team capitanato da Pit Beirer ha seguito il programma di sviluppo senza ascoltare le critiche. Il primo podio era arrivato nel 2018 sulla pista bagnata di Valencia con Pol Espargaro, mentre il 2019 era stato un anno difficile con un Johann Zarco, ingaggiato per fare la differenza, incapace di trovare il minimo feeling con la RC16.

La vittoria è finalmente arrivata ieri in una calda domenica di agosto. Assente Marc Marquez per infortunio, a Brno ne hanno approfittato gli outsider. A sorpresa, anche se aveva mostrato un buon passo in prova, si è imposto il rookie sudafricano Brad Binder, con una KTM che da ieri entra di prepotenza tra le grandi della MotoGP.

Vincitore delle ultime tre gare del 2019 in Moto2, Binder ha dato prova di meritare la promozione in classe regina, prendendo il posto proprio di Zarco, ieri sul terzo gradino del podio su una Ducati clienti, dopo che lo scorso anno aveva deciso di rescindere il contratto con KTM per mancanza di feeling.

Il sudafricano ha guidato in modo incisivo e maturo, gestendo al meglio le gomme che hanno tradito i big a partire dal leader del Mondiale Quartararo, autore di una prestazione deludente (7°). Lontanissimi anche Dovizioso sulla Ducati GP20 (11°), Viñales (14° al traguardo dopo esser partito dalla seconda fila). Penalizzato dalla griglia (10°), Valentino Rossi ha girato con il passo dei primi, ma si è dovuto accontentare del quinto posto, con la grande soddisfazione di vedere sul podio Franco Morbidelli, uno dei primi piloti della VR46. «È un campionato aperto, condizionato dalle gomme e dall'assenza di Marquez. Partendo dalla terza fila, avrei potuto lottare con Zarco per il podio. Contento comunque per il passo gara, e per Franco», ha commentato il Dottore.

«È una vittoria di squadra», ha esultato Brad Binder, ancora incredulo. «Quando l'anno scorso KTM mi ha proposto il passaggio in MotoGP, ero un po' riluttante.... Ringrazio tutto il team per la fiducia. A Valencia nei test ero ultimo. Ho lavorato tantissimo quest'inverno e ho approfittato del lockdown per studiare e guardare vecchi filmati di gare. Rispetto alla Moto2, la MotoGP è un altro pianeta. Cambiano l'elettronica, la potenza, la frenata». Quanto alla gara, ha commentato: «Sapevo di avere un buon passo, ma non mi sarei mai aspettato di vincere». Domenica prossima la MotoGP sarà di scena in Austria, nella pista di casa. «È incredibile arrivare a Spielberg con una vittoria. Peccato non poter festeggiare con i miei genitori».

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Commenti

LUCATRAMIL

Lun, 10/08/2020 - 18:09

Purtroppo nel motorismo siamo in un periodo di dominio germanico ed ora austriaco. Nel 1975 Ferrari in F1, Alfa in Sport prototipi e Lancia nei rally dominarono, ma oggi il management estero di FCA sta radendo al suolo i tre marchi, più per incapacità che per la gioia di PSA, che sembra avere idee più concrete, anche se nel proprio interesse. Anche Ducati sembra entrata nel loop negativo. Speriamo in Santa Aprilia...