Nel pomeriggio la Lazio a Catania ci aveva lasciato le penne e così qui al Friuli all’improvviso vale tutto triplo. Chi vince stacca l’altra, sorpassa la squadra di Reja e si sistema al terzo posto che significa preliminare Champions.
Il Napoli era dato favorito dai bookie, e proprio il Napoli è andato talmente sotto da sembrare morto. Quando tutto gira da una sola parte, ecco che riemerge Cavani, fino a quel punto la sciagura di Mazzarri. E poi è stato addirittura Handanovic a salvare Guidolin. Partita incasinatissima e bella
Cosa ne direste se l’Udinese già priva di Benatia, Isla, Basta e Ferronetti, restasse anche senza Fabbrini che conferma il suo talento puro, espulso per doppia ammonizione sicuramente eccessiva? É tutto? No, espulso anche Guidolin per proteste e Cavani sul dischetto del rigore. Insomma un mucchio di roba, tanta roba. Anche se poi Cavani tira e mira un ginocchio di Handanovic che sarà anche un para rigori ma nell’occasione altro non aveva fatto che inginocchiarsi proprio lì dov’era, quasi in preghiera. É finita? Niente affatto. Fuori anche Di Natale, il padre di questa epopea friulana, eppure Udinese che ridotta in dieci tiene il campo, pressa come una disperata e non lascia respirare un Napoli che idee già ne ha poche di suo ma si sente quasi umiliato. É pur vero che non c’è Lavezzi, Hamsik è in panchina, ma questa sembra proprio una lezione straordinaria. L’Udinese se la gioca spalla a spalla con questo Napoli ferito, prende in mano la partita, spinge e schiaccia Inler e soci fino al limite della sua area. Anche se le prime occasioni sono per Cavani che spreca prendendosela con un Pandev molto più tonico e motivato. Il primo tempo è forse una delle peggiori esibizioni del gruppo Mazzarri e l’uruguaiano interpreta bene il ruolo di protagonista negativo. Il resto non è molto meglio, Inler dirige ma è solo e quando si innervosisce Rocchi lo perdona: entrata a piedi uniti su Domizzi che valeva almeno un giallo. Zuniga è confuso, Dossena non spinge, Gargano si fa vivo solo al 39’ quando costringe Handanovic in tuffo di pugno. É l’unico momento buono del Napoli, ci prova anche Dzemaili ma la squadra non riesce a cambiare ritmo, non accelera, non mette l’Udinese fra i paletti, anche se è sotto, e anche meritatamente. Il gol è di Pinzi che a metà primo tempo finalizza un’azione di prima intenzione semplice e senza grinze avviata da Di Natale, palla a destra per Fabbrini, in mezzo per Pinzi che arriva da dietro, solo e spensierato con De Sanctis ammutolito. L’Udinese vola, il Napoli si accartoccia e si fa fuori da solo quando ancora Pinzi semina il panico allo scadere del primo tempo. La palla gira a Fabbrini che la restituisce a Pinzi, volo, testa, palo, sinistro di Di Natale e finiscono tutti in porta, De Sanctis e la palla, Friuli in piedi. E c’è ancora dell’altro perchè l’intervallo salva letteralmente Mazzarri che ha in mano una squadra che non c’è. Puntare su Cavani diventa una questione di fede, ma adesso la partita gira e il Napoli spiega come mai si trova da quelle parti in classifica e forse dalla Champions è uscito troppo in fretta. Lo trascina Cavani, sì proprio lui, non Pandev che fino a quel punto era il più tonico, non Hamsik che entra nella ripresa e gioca con i birilli.
Nel derby dei delusi d’Europa Cavani è il mago del Napoli
Udinese avanti 2-0, ma perde anche Di Natale e Fabbrini, espulso L’uruguayano sbaglia un rigore, poi rimedia con una doppietta. Nemmeno l'arbitro risolleva l'Inter
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