Non basta Cristiano Ronaldo La Juve si butta via a Verona

CR7 inventa il vantaggio, ma i bianconeri si fanno rimontare: li castiga un rigore «via» Var di Pazzini

Non basta Cristiano Ronaldo La Juve si butta via a Verona

Se sarà fatal Verona, lo sapremo a maggio. Ma la Juventus che cade al Bentegodi non è più la favorita per lo scudetto. Uno scivolone clamoroso perché non basta un super Cristiano Ronaldo che si inventa il gol del vantaggio: a segno per la decima gara di fila, record per il club. Ma i bianconeri si fanno rimontare per l'ennesima volta e incassano la terza sconfitta stagionale dopo Lazio e Napoli. Tutte e tre in trasferta, nelle ultime cinque gite lontano dall'Allianz Stadium. Dove finiscono i demeriti della Juventus, iniziano i meriti, tanti, tantissimi del Verona: la squadra più in forma del campionato, che vola alla terza partita in sei giorni e batte i bianconeri dopo aver fermato Milan e Lazio a casa loro. Borini e Pazzini fanno impazzire un Bentegodi da sogno, che si ritrova ai margini della zona Europa.

Canta Verona nel festival campionato, mentre la Signora stecca, Cristiano Ronaldo a parte. Anche perché Sarri non azzecca le scelte iniziali e nemmeno i cambi in una squadra senza idee. Il resto lo fa la partenza del Verona che toglie il fiato alla Juventus, perché ormai lo sanno tutti che se prendi la Signora sul ritmo puoi mandarla in seria difficoltà. E infatti Juric ordina il pressing asfissiante di gasperiana memoria. Da un parte c'è un'intensità clamorosa, dall'altra tanta confusione anche perché di fronte al dinamismo del centrocampo avversario si contrappongono i compassati Rabiot e Bentancur. Szczesny deve superarsi su Faraoni, mentre su Kumbulla lo salva il Var che intercetta un fuorigioco millimetrico. La Juve soffre l'inverosimile perché tecnicamente sbaglia tantissimo. Juric la incarta con il falso nove perché Borini non dà punti di riferimenti alla difesa bianconera.

Comunque la Juventus mette all'attivo due legni: la traversa clamorosa di Douglas Costa e il palo di Cristiano Ronaldo. Perché appena rallenta la corsa del Verona viene fuori la superiorità tecnica dei bianconeri.

La Juve va all'intervallo in crescendo e riparte dando l'impressione di una maggiore sicurezza. E quando Cristiano Ronaldo si va metà capo e va a segnare sembra il colpo del ko per il Verona. È un'illusione. I bianconeri si buttano via regalando letteralmente il pareggio: Bentancur prova un tacco inutile al limite dell'area, Pjanic nel tentativo di rimediare manda in porta Borini. Il Bentegodi ci crede e trascina i suoi all'impresa che arriva via Var. Stavolta la tecnologia «becca» un tocco di mano di Bonucci sulla testata di Kombulla, ancora lui e dal dischetto Pazzini non sbaglia. La Juventus nel 2000 era caduta a Verona, un ko che risultò decisivo nello scudetto naufragato a Perugia. Mai come quest'anno è forte l'impressione che la Juventus possa abdicare dopo otto stagioni di dittatura.