Nuova offensiva da Cremona

Al centro dell’operazione ancora le partite della Lazio con Genoa e Lecce. Nel mirino i soliti calciatori chiacchierati. Ma ci sarebbe un ulteriore filone

Nuova offensiva da Cremona

Calcio sporco, atto secondo. Dopo l’inchiesta di Bari e quella «sportiva» della Federcalcio, e in attesa del botto di Napoli per i legami tra football e camorra, nuovi venti di bufera da Cremona soffiano sul calcio italiano di serie A, B e C con spifferi anche sulla nazionale. E proprio a Cremona, culla giudiziaria del primo filone sulle scommesse legate al mondo del pallone, sono previste per quest’oggi ulteriori, clamorose, scosse. Con probabili misure restrittive peraltro «annunciate» dai tg ieri sera. Dopo le «confessioni» dell’ex difensore del Bari, Andrea Masiello, su più combine nella scorsa stagione, con al centro proprio la squadra pugliese, a coinvolgere la serie A sarebbero le indagini dello Sco (servizio centrale operativo della polizia di Stato) che insieme ai magistrati cremonesi avrebbe chiuso il secondo filone di indagine su alcuni elementi, e società, di spicco del calcio. Un filone che toccherebbe tre o quattro società della massima serie, intrecciandosi in parte con l’inchiesta dei colleghi di Bari, ma coinvolgendo altri club ed altri calciatori. Inchiesta messa a rischio dalla pubblicazione dei verbali di alcuni calciatori ascoltati dagli 007 della Figc che in alcuni casi avrebbero mandato a monte il lavoro, e le intercettazioni, degli inquirenti di Cremona.
Come è noto, la procura lombarda ha raccolto le dichiarazioni, tra gli altri, degli ex giocatori Gervasoni e Carobbio, le «gole profonde» di tutte le inchieste (penali e sportive) con il primo che ha tirato in ballo due match della Lazio della scorsa stagione (Lazio-Genoa e Lecce-Lazio), e il secondo che ha ipotizzato una combine tra le due «regine» della trascorsa serie B, il Siena allenato allora da Antonio Conte - il tecnico della Juve - e il Novara di Attilio Tesser. Secondo Carobbio, infatti, quel match di alta classifica, finito 2-2, era frutto di un accordo, del quale sarebbe stato al corrente anche l’attuale allenatore bianconero. Nella sfilata di calciatori in procura federale, però, non erano arrivate conferme alle accuse di Carobbio, che invece aveva ribadito la sua versione anche di fronte alla giustizia sportiva. Sia Carobbio che Gervasoni hanno poi parlato del network internazionale delle scommesse, con base a Singapore, e con diversi gruppi «al lavoro» in Italia. Tra questi gli «zingari», veri e propri registi internazionali delle puntate emersi proprio a Cremona nella prima tranche, un anno fa. Gervasoni, nel suo verbale del 12 marzo scorso, aveva dichiarato al pm che proprio il boss degli «zingari», Hristiyan Ilievski, gli aveva mostrato sul cellulare una foto che lo ritraeva abbracciato al calciatore della Lazio Stefano Mauri (che, ascoltato dalla procura federale, ha detto di non conoscere lo scommettitore macedone) ma lo stesso giocatore si era difeso dicendo che «agli allenamenti viene tantissima gente sconosciuta che si fa fotografare con i giocatori...».
Intanto giovedì inizierà il primo processo sportivo a carico di 83 deferiti tra società di serie B, Lega Pro e dilettanti e tecnici e giocatori ancora in attività. Il filone cremonese promette dunque nuove scosse per il sistema calcio italiano. Di nuovo alle prese con uno scandalo alla vigilia di un appuntamento importante: nel 2006 erano i mondiali, questa volta gli europei. E Prandelli entro domani dovrà comunicare la lista dei 23 calciatori azzurri per Polonia-Ucraina...

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