A Padova dominano classico e memorabilia La sorpresa «imbucati»

Valerio Boni

Padova Con 115mila visitatori, ai quali si aggiungono i 30mila che hanno partecipato alle iniziative esterne, Auto e Moto d'Epoca 2017 conferma le previsioni della vigilia. Un'edizione da record nei numeri, che è stata definita la più bella di sempre, che si candida a essere una tra le migliori d'Europa, se non la più completa in assoluto. Il merito è della formula in continua evoluzione, che quest'anno ha infranto le regole arrivando ad affiancare all'interno dei padiglioni non solo i modelli del passato, ma anche quelli del presente e del futuro. Una scelta coraggiosa, quella degli «imbucati», criticata però dai puristi, che hanno storto il naso davanti ad alcuni stand delle grandi Case dove erano presenti solo modelli da sogno, ma di ultima generazione.

Tuttavia, nel complesso la contaminazione è stata bene accettata dal pubblico, tanto da lasciar intendere che la miscela tra le varie epoche possa rappresentare il prototipo della fiera dell'auto che verrà. Ancora una volta l'appuntamento di Padova ha rappresentato l'occasione per valutare lo stato di salute del settore delle auto classiche, in netta ripresa come confermano i primi bilanci. Merito delle vetture con quotazioni sopra i 100mila euro con richieste sempre più concreto, ma anche di quelle decisamente più abbordabili, con valutazioni tra i 5 e i 20mila euro. Queste ultime stanno mostrando una vivacità inaspettata grazie al crescente interesse del pubblico più giovane.

Al termine dei quattro giorni la soddisfazione è totale. Sono contenti i piccoli espositori, presenti con bancarelle di ricambi e memorabilia letteralmente prese d'assalto dal pubblico, ma non potrebbero non esserlo anche i responsabili della Casa d'aste inglese Bonhams.

Al rientro in territorio italiano, dopo un'assenza di oltre 35 anni, hanno venduto auto per un totale di oltre tre milioni di euro, a cominciare dalla Mercedes 300 SL Roadster del 1957 «battuta» alla cifra da primato di 897mila euro.

Dopo i risultati di Torino, con lo storico Salone rifondato e trasferito al Parco del Valentino, Padova conferma che le nuove formule possono funzionare e i tradizionali appuntamenti di Ginevra, Parigi o Francoforte potrebbero essere presto costretti a rivedere i loro modelli che non variano da anni.