Paris, il jet è decollato e torna re un anno dopo. Ora obiettivo Cortina

Alla vigilia dei Mondiali, l'Italia che ha perso la Goggia ritrova l'azzurro a Garmisch

Paris, il jet è decollato e torna re un anno dopo. Ora obiettivo Cortina

La dose di pazienza era esaurita. Dominik Paris era stufo di essere giustificato, capito e consolato. L'infortunio era alle spalle da tempo ormai, il ginocchio era guarito e la forma ritrovata. Bisognava solo sistemare alcuni dettagli e trovare le buone sensazioni al momento giusto, in gara. Missione compiuta. Era solo questione di tempo, si sapeva, ma una cosa è dirlo e un'altra è farlo. Ieri Paris ha agito. È tornato alla vittoria, la diciannovesima in Coppa di una carriera interrotta bruscamente poco più di un anno fa per un infortunio al ginocchio destro, rottura dei legamento crociato anteriore, un classicone per gli sciatori di tutto il mondo e di tutti i livelli. Successe alla vigilia delle gare di Kitzbühel, che in una stagione come la scorsa, priva di grandi eventi, erano considerate il momento più importante dell'inverno, dopo una banale scivolata in allenamento. Inevitabile l'analogia con il recente infortunio di Sofia Goggia, caduta mentre tornava a valle dopo una gara annullata per nebbia a una settimana dall'inizio del Mondiale. Con la vittoria di ieri a Garmisch Paris ha in parte consolato gli amanti della disciplina più veloce dello sci, la discesa, che ha perso la grande favorita per la gara femminile, ma ha ritrovato un sicuro protagonista per quella maschile, in programma sabato 14 febbraio.

Nessuno aveva mai dubitato che Paris potesse tornare al successo, già al primo raduno con i compagni a settembre si era capito che il numero uno era sempre lui, per determinazione e voglia di andare veloce. La stagione del gigante altoatesino era cominciata bene, con piazzamenti discreti e, a fine dicembre, un incoraggiante quarto posto a Bormio. La svolta però è arrivata proprio a Kitz, sulla terribile e da lui amatissima Streif, dove Paris ha ritrovato il podio, terzo posto, e soprattutto la fiducia. Aumentata e consolidata dalla possibilità di lavorare bene sul materiale nelle ultime settimane e dal terzo tempo nell'unica prova disputata giovedì. Non mancava più nulla per mandare in pista il campione visto all'opera ieri.

L'emozione per aver ritrovato il proprio posto davanti a tutti (alle sue spalle sono finiti i due migliori della stagione, Feuz e Mayer) farà vivere a Paris dieci giorni sereni prima dell'appuntamento con la discesa mondiale. Che si correrà su un'altra pista, un'altra neve, un altro tracciato, un altro tutto insomma, da capire quindi e studiare al meglio per trovare le soluzioni giuste al momento giusto.

Evviva Paris, ma non dimentichiamo che ieri, come già a Kitzbühel, anche Christof Innerhofer ha dimostrato di essere in grande forma chiudendo quinto, nonostante un grave errore. Due uomini da medaglia in un momento considerato difficile per lo sci maschile italiano. Non per chi ci ha sempre creduto e ha esperienza e classe da mettere in pista. Oggi alle ore 11.30 (diretta Tv su Raisport ed Eurosport) si correrà un superG, ultima gara prima del Mondiale e altra possibilità per fare un bel pieno di fiducia.

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