Partite rinviate: cosa rischia il campionato

Quattro partite rinviate per decisione delle Asl di competenza mentre le altre sei si sono disputate regolarmente. C'è un evidente falla nel sistema: così si rischia di falsare la Serie A

Partite rinviate: cosa rischia il campionato

La 20esima giornata di Serie A si è giocata per metà o poco più: sei partite si sono giocate regolarmente mentre altre quattro sono state rinviate a data da destinarsi. Questo rinvio causerà un problema alla Lega che dovrà ora trovare delle date utili in cui incastrare le partite non disputate per "colpa" delle varie Asl di competenza che hanno deciso di bloccare quattro club. Bologna, Torino, Udinese e Salernitana non hanno potuto scendere in campo rispettivamente contro Inter, Atalanta, Fiorentina e Venezia. Asl e Lega calcio per l'ennesima volta sono andate in conflitto ma così c'è il rischio di falsare il campionato: è per questa ragione sono le istituzioni calcistiche e non, l'uomo in meno di questa settimana.

L'amministratore delegato dell'Inter Giuseppe Marotta ha parlato così dopo aver appreso che Bologna-Inter non si sarebbre disputata per decisione dell'Asl di Bologna: "C'è una grande confusione, stiamo assistendo a situazioni anomale. Abbiamo rinvii di partite e prese di posizione delle Asl, che decidono autonomamente, dipendendo dalle regioni e non dal ministero fanno delle scelte, e così assistiamo a cose strane", questo l'affondo del dirigente nerazzurro che ha poi continuato:

"Per esempio, il Verona va a giocare a La Spezia con 11 positivi, mentre altre squadre sono state fermate con un numero magari inferiore di positivi. Non c'è una linea guida, vogliamo stilare un nuovo protocollo per avere un confronto col governo. Il recupero del match? Il Bologna era pronto a giocare ma ha subito la decisione della Asl. Mancano le linee guida tra lo sport e il Ministero della Salute, bisogna decidere sul protocollo da attuare. La competenza delle Asl va limitata", la conclusione di Marotta in merito a questa spinosa questione.

Due pesi e due misure

Tutte le squadre di Serie A, tranne la Lazio di Sarri, hanno rilevato cialcatori positivi ma nonostante questo le Asl hanno deciso in base a criteri non definiti. Quella di Verona ha deciso che la squadra di Igor Tudor potesse recarsi a La Spezia per giocare il match contro la squadra di Thiago Motta nonostante 10 positivi. Le Asl di Udine, Bologna, Salerno e Torino hanno invece bloccato le quattro squadre nonostante un numero di positivi inferiore agli scaligeri e questo ha lasciato molto discutere.

Juventus-Napoli con un numero elevato di positivi in ambo le squadre, soprattutto tra le fila degli azzurri, si è disputata ugualmente mentre il Milan, Calabria, Tomori e Romagnoli positivi alla vigilia del match contro la Roma non ha intenerito l'Asl di Milano che non ha stoppato (giustamente) i rossoneri. Così facendo, però, il campionato rischia di essere falsato e sicuramente in tutto questo caos la Lega Calcio ha dimostrato di avere polso non annullando tutta la giornata e soprattutto stilando un nuovo protocollo che prevede la sconfitta a tavolino e un punto di penalità a chi non si presenterà in campo visto che basterà avere a disposizione 13 giocatori.

Ora bisognerà tirare dritto fino alla fine del campionato, convivendo con i casi di positività, dato che il calendario è già troppo compresso con le squadre e i calciatori che non possono essere chiamati ad un tour de force per partite posticipate non per scelta della Lega di competenza ma di alcune Asl territoriali: così si rischia di falsare la Serie A.

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