Pensa a (quasi) tutto quel Diavolo di Ibra. Il resto tocca a Calhanoglu e Gigio

Doppietta di Zlatan. Il turco ancora in gol. Poi Leao. E Donnarumma para un altro rigore

«Ibra ci ha dato tanto» confessa Stefano Pioli che di questo arrivo è stato un silenzioso protagonista. E infatti a cominciare dai gol il contributo dello svedese alla causa rossonera del girone di ritorno è sostanzioso. Fin qui 9 gol e 5 assist, racchiusi in un girone completo, dalla Samp alla Samp, rappresentano un bel fatturato per un campione stagionato che alla sua bella età può esibire anche un altro piccolo record, 51 gol in rossonero più i 57 quelli con la maglia dell'Inter. Ibra si presenta a Marassi alla grande con quella capocciata su cross di Rebic che è una sassata sulle mani protese del portiere Falcone prima di concedere il bis con un sinistro pungente in avvio di ripresa. Sembra l'inizio di una cavalcata travolgente, l'ennesima che matura nella ripresa mentre la Samp e Ranieri devono ringraziare un romano di 25 anni, Falcone appunto, terzo portiere al debutto in A, autore di almeno tre interventi decisivi su Rebic, Ibra stesso e Theo Hernandez. Se la Samp guadagna l'intervallo con un solo gol sulla schiena, il merito è soltanto suo.

Ibra non decide solo quando si ritrova in attacco come un monarca assoluto dell'area di rigore. Appena rientra nei ranghi del centrocampo, ricuce e rifinisce come un tre-quartista doc, esibisce qualche gioco di prestigio con i piedi e tenta persino di mandare in gol Saelemaekers a dimostrazione che non è ossessionato dal gol. «Del suo rinnovo stiamo discutendo lontano dai riflettori con Raiola» informa il ds Massara al lavoro, insieme con Maldini, per centrare lo stesso obiettivo con i contratti di Donnarumma e Calhanoglu. Ecco un altro protagonista del post Covid (6 gol i suoi dopo gli stenti passati) come conferma il 2 a 0 firmato in apertura di ripresa su suggerimento prezioso di Ibra (gol tolto da Pasqua e restituito dal Var). I due, il turco e Ibra - altra valutazione - sono diventati amici anche fuori dai cancelli di Milanello e questa sintonia aiuta le pratiche calcistiche. A dire il vero anche Pioli ha qualche merito oltre che nell'apparecchiare questo spezzone di torneo strepitoso: 38 punti nel girone di ritorno sono una perfomance che farebbe pensare addirittura alla zona Champions se avesse cominciato con lo stesso ritmo dall'inizio della stagione. Durante l'intervallo, ecco una saggia decisione da raffinato psicologo, lascia sotto la doccia il sanguigno Rebic, autore a fine primo tempo di un battibecco fronte contro fronte con Alvarez e ammonito (squalificato salterà per questo l'ultima col Cagliari). Pioli prova a far riposare Ibra che accetta il cambio nel finale. C'è gloria alla fine anche per Donnarumma, capace di parare un altro rigore dopo quello all'Atalanta.

La Samp di Ranieri ha ben poco di cui dolersi specie dopo il tracciante di Ashildsen (19 anni) e il 4 a 1 fissato da Leao. Ha incrociato una delle due regine di questa fase e ne è rimasta folgorata. Anche perché per fronteggiare questo Ibra c'è bisogno di ben altro, di molto altro al posto di una difesa che fin qui ha subito oltre 60 gol.

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