Bella è bella. Ma non è facile trovare una Ferrari davvero brutta. Lo sono diventate per colpa dei risultati, non certo per il look che anche in questa SF-26 pare azzeccato nelle forme e nei colori. C'è quel ritorno al bianco che va a invadere l'abitacolo, riportandoci indietro nel tempo, all'epoca vincente di Niki Lauda e della 312 T di Mauro Forghieri, un bianco poi ripreso anche in una delle prime monoposto dell'era Montezemolo. Una concessione alla storia con il desiderio di riuscire a riscriverla. Anche le soluzioni meccaniche non sono banali, cominciando dalle sospensioni con il ritorno allo schema push-rod e da scelte che si ispirano alla McLaren dello scorso anno. Da qui a Melbourne la SF-26 è destinata a cambiare ancora parecchio. Sarà un'evoluzione continua dopo l'esordio nei test di Barcellona e le altre due sessioni in Bahrain. L'importante per ora è solo fare chilometri, accumulare esperienza, trovare quel feeling indispensabile con i piloti che avranno un ruolo ancora più importante nella fase di sviluppo e intanto dovranno abituarsi a guidare in modo differente cercando di sfruttare al meglio tutte le armi a loro disposizione con la gestione dell'energia e le ali mobili non più azionate automaticamente dal DRS.
"La SF-26 segna l'inizio di un nuovo ciclo per la Ferrari e per la F1 che propone, nello stesso anno, nuove regole per il telaio, per la power unit, nuovi carburanti e gomme con caratteristiche differenti ha detto Vasseur - Questa vettura è il risultato di un grande lavoro di squadra e segna l'inizio di un percorso completamente nuovo, costruito su regole diverse che vede tutti i concorrenti dover fare i conti con non poche incognite". Tanto che c'è chi, come la Williams, ha dovuto rinunciare ai test spagnoli perché la vettura non ha passato i crash-test. "Il team è allineato e più unito che mai in vista della stagione che ci attende - ha voluto sottolineare Vasseur cercando di mettere a tacere le solite voci - Dalla settimana prossima a Barcellona cominceremo il lavoro di comprensione e validazione della vettura". I piloti saranno chiamati a un lavoro diverso dal solito: "Ci attende una sfida stimolante che richiederà un processo di adattamento rapido, che faccia leva inizialmente più sull'istinto e poi su un uso sempre maggiore di dati precisi", ha spiegato Leclerc. "Quando si entra in una nuova era come questa tutto ruota attorno allo sviluppo, alla capacità di crescere come squadra e di farlo nella stessa direzione" ha detto Hamilton che aspetta ancora di avere un ingegnere di pista, e in un successivo video ha aggiunto: "Amo questa squadra e questi tifosi".
Davanti anche al presidente
John Elkann, i primi 15 km sono filati via lisci senza intoppi. Ne mancano più o meno 7.275 (calcolando solo i 24 gran premi) per non perdere il sorriso. Ma almeno quest'anno non ci sono stati proclami. Molto meglio così.