Pogacar si prende anche il colle del mito

Trionfo sul Portet dello sloveno che ha ipotecato la seconda Grande Boucle di fila

Pogacar si prende anche il colle del mito

Un due tre: Pogacar! Il bimbo sloveno non fa né regali tantomeno capricci, ma si prende quello che desiderava da tempo: una vittoria in maglia gialla, nella tappa regina di questo Tour, sul Col du Portet.

L'anno scorso l'aveva ottenuta al penultimo giorno, vestendola proprio sul filo di lana, prima della passerella finale sui Campi Elisi. Ieri ha coronato il proprio desiderio: avere la foto di una vittoria in maglia gialla. «È fantastico vincere in giallo dice lo sloveno per il decimo giorno leader della corsa -. La volevo fortemente. Bravissimi sia Vingegaard, che Carapaz. Cosa ho detto ad un certo punto al danese? Che Carapaz bluffava, perché stava bene, come poi si è visto», spiega serafico questo prodigio del pedale che, a soli 22 anni, si avvia a vincere per il secondo anno consecutivo il Tour de France: mai nessuno come lui.

Un due tre: Pogacar! Sia ben chiaro, non è stata una passeggiata di salute e nemmeno una scampagnata tra buoni amici. Anzi, il bimbo sloveno della Uae Emirates ha provato in tutti i modi a scrollarsi di dosso quei due là, ma Jonas Vingegaard e Richar Carapaz hanno riposto colpo su colpo, a ben quattro accelerazioni. Nel finale, in verità, a poco più di un chilometro dal traguardo, ci ha provato anche l'ecuadoriano vincitore del Giro d'Italia 2019, ma alla fine si è dovuto inchinare alla brillantezza di un Pogacar che ha fatto valere il suo spunto veloce e gli ha consentito di vestire per il decimo giorno il simbolo del primato.

Un due tre: spettacolo a tre nella nebbia del Col du Portet, a quota 2200 metri. E trionfo finale per questo ragazzo prodigio che corre con lo spirito dei ragazzini, incurante di tutto e di tutti al termine di una lotta appassionante con quei tre là. Tra gli uomini di classifica cede solo il colombiano Rigoberto Uran, che ieri mattina era secondo in classifica e oggi riparte sotto di due gradini. Anche oggi si sale sui Pirenei, una frazione breve (130 km), ma esplosiva, che potrebbe fare molto male. Da scalare il Tourmalet e poi salire fin sull'arrivo posto a Luz Ardiden: ultima chiamata per mettere in difficoltà il principino di questo Tour, che pare essere già re. Ieri il Col du Portet è stato un esame sincero: a presentarsi in cima sono i primi tre, che facilmente vedremo domenica sera sul podio di Parigi.

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