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Italia arrogante? No, inquieta

"Come possiamo esserlo dopo due mondiali mancati?": Dimarco rispedisce al mittente l'accusa di non aver rispettato i bosniaci. Il ct verso la riconferma di tutti, anche Retegui

Italia arrogante? No, inquieta
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Dal nostro inviato a Firenze

Italia arrogante? Più che altro ancora inquieta, ma sicuramente un po' più leggera dopo aver superato il primo scoglio dei playoff anche se manca ancora un passo per il Mondiale. In Bosnia, dove ieri nevicava e oggi pioverà con il rischio che il piccolo campo di Zenica sia ridotto a un pantano, l'Italia è attesa tra le polemiche. Quelle immagini tv dalla lounge dello stadio di Bergamo con alcuni azzurri - insieme ad amici, famiglie e bambini - che esultano dopo il rigore decisivo dei Dragoni sono subito diventate virali facendo arrabbiare squadra e tifosi avversari. "Ho sentito dare degli arroganti a me e ai miei compagni, ma con quale diritto meritare di esserlo visto che manchiamo dalle qualifiche da due Mondiali? - così l'interista Dimarco, uno dei giocatori azzurri "pizzicati" dalle telecamere, rispedisce al mittente le accuse -. Mai mancato di rispetto a nessun club e a nessuna Nazionale, la mia è stata un'esultanza istintiva, eravamo tra compagni e amici, aggiungo che è stato poco rispettoso venire ripresi in un tale contesto, siamo persone perbene".

Come si capisce dal tenore dei messaggi whatsapp inviati dall'esterno al suo ex compagno di squadra all'Inter dal 2021 al 2023 Edin Dzeko pochi minuti dopo la qualificazione, quando ancora il caso non era esploso: "È un amico, oltre che un grandissimo uomo e calciatore, l'ho incontrato anche in vacanza la scorsa estate. Gli ho scritto per fargli i complimenti e mi ha risposto che vinca il migliore". La Figc smorza la vicenda, sottolinea che definirlo caso è come attaccarsi a qualcosa privo di logica. Dimarco e tutta la truppa di Gattuso hanno già iniziato ad analizzare i video degli avversari. Più che le parole o i gesti, contano i fatti. "Vogliamo assolutamente la qualificazione al Mondiale, noi come loro - ha sottolineato ancora l'interista - siamo un gruppo che sta bene insieme. L'ambiente sarà caldo, ma noi siamo l'Italia, dobbiamo fare una grande partita. Dobbiamo essere forti mentalmente, possiamo sbagliare a livello tecnico ma se sei bravo di testa dal 1' al 95' possiamo portare a casa il risultato".

Vietato così ripetere quel brutto primo tempo contro l'Irlanda del Nord. Dove, più che la tensione (Gattuso dixit), ci ha frenati un atteggiamento tattico differente da quello preparato: difesa più a quattro che a tre, Locatelli molto distante dai compagni di reparto Barella e Tonali, punte frenate. Il cambio di passo nel secondo tempo ha poi fatto la differenza contro una squadra obiettivamente meno forte della nostra. Ieri il primo allenamento con i ranghi al completo dopo la gara di Bergamo (Scamacca pure recuperato sembra al momento l'unico indisponibile per Zenica). Il ct sta già testando la squadra che dovrà sfidare il solido 4-4-2 bosniaco. Non è da escludere, anche alla luce di quanto visto giovedì scorso, che Gattuso decida di confermare tutto o quasi l'undici di Bergamo.

E quindi anche Retegui, in ombra anche perché non a suo agio contro una difesa chiusa come quella nordirlandese. Pio Esposito, come altri giovani scalpitanti (da Palestra e Pisilli), potrebbe dover ancora attendere la sua occasione da titolare.

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