La Premier accelera: via agli allenamenti

Stadi chiusi: le tv pensano a telecronache con il rumore "artificiale" dei tifosi

Il dado è tratto: con l'approvazione unanime, ieri, del primo passo, ovvero del ritorno agli allenamenti, la Premier League è ripartita verso la ripresa della stagione. Già oggi alle 14 potrebbero iniziare le sessioni di preparazione a gruppi di cinque giocatori, se arriveranno in tempo gli esiti dei tamponi effettuati. La fase successiva sarà l'isolamento di atleti e staff per almeno due settimane, cioé il doppio richiesto ai loro colleghi di Bundesliga, e anche per questo motivo la data delle prime partite potrebbe essere successiva a quella, fissata da tempo, del 12 giugno.

Quel che è certo, ovviamente, è che si giocherà a porte chiuse, come negli altri campionati, di tutti gli sport, che sono già in atto. Con casi e circostanze particolari: dalle maglie appoggiate ai seggiolini in Bundesliga, quando ovviamente non si tratta di sagome di cartone, alle coloritissime cheerleader sugli spalti nella lega sudcoreana di baseball. Sempre in Corea del Sud però imbarazzante episodio in FC Seul-Gwangju di domenica mattina, massimo campionato di calcio: alcuni manichini con sembianze femminili e mascherina sistemati dietro una porta sono parsi un po' troppo simili a bambole gonfiabili, e alcuni di loro avevano anche cartelli che oltre a sostenere la squadra sembravano riferirsi a siti porno. Il club, che aveva appaltato la sistemazione delle tifose artificiali a un imprenditore-tifoso locale, si è scusato per l'episodio, che oltretutto per la cultura locale ha avuto il gravissimo effetto di ledere l'onore della società e del calcio coreano.

In Premier League questo pericolo sembra scongiurato ma il problema di vivacizzare l'ambiente e (soprattutto) le dirette tv ci sarà. Non per nulla qualche giorno fa il quotidiano Daily Mail aveva ipotizzato che Sky Sports Uk e Bt potrebbero offrire ai telespettatori l'opzione di ascoltare rumore di folla registrato, premendo un tasto del telecomando. Pubblico finto utilizzato per paradosso per dare un tono vero alle partite.

L'esperienza sportiva, del resto, coinvolge vari sensi, non solo la vista, e lo si vide in Formula Uno nel 2014, quando l'introduzione dei motori V6 ibridi portò a un calo dei frastuono e a un contestuale aumento delle proteste, fino a che non si rimediò con un artificio. Quello del rumore artificiale di tifosi è del resto uno degli espedienti ai quali i club e le tv affidano il compito di rendere più godibile la ripresa a porte chiuse: sempre secondo il Mail un'azienda avrebbe proposto di diffondere direttamente negli stadi le reazioni sonore degli spettatori a casa, con una tecnologia evidentemente potentissima. Il problema sarebbe peraltro quello di coordinare il suono con gli eventi in campo, per non avere come sottofondo un ronzio motonono più dannoso che utile.

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