Da profugo a campione: la storia di Luka Modric

Il neo Pallone d'Oro fu esule della guerra civile jugoslava quando aveva 6 anni

Da profugo a campione: la storia di Luka Modric

Si chiamava Luka Modric, ma non faceva il calciatore. Era un pastore e stava curando il bestiame quel giorno del dicembre 1991. La Jugoslavia si stava dissolvendo e la guerra era appena iniziata. I ribelli serbi lo trovarono nei territori tra i villaggi di Modrici e Obrovac, e lo uccisero solo perché era croato. Quel giorno stesso suo figlio, Stipe Modric, partì con tutta la famiglia verso Zara. A sei anni il figlio primogenito Luka, stesso nome del nonno, cominciava una nuova vita da profugo di guerra.

Ventisette anni più tardi, quel bambino è il calciatore più forte del mondo: Luka Modric ha vinto il Pallone d'Oro, il più prestigioso riconoscimento calcistico assegnato dalla rivista France Football grazie al voto di 173 giornalisti da tutto il mondo.

Modric, classe 1985, non ha il fisico scultoreo di Ronaldo né il guizzo prodigioso di Messi. Eppure, dopo dieci anni di diarchia, è riuscito a batterli. Merito di una tecnica eccelsa, affinata giorno dopo giorno sui campetti accidentati di Zara, e poi nelle giovanili della Dinamo Zagabria. E di un'agilità sviluppata fin da piccolissimo, quando saltava sulle rocce della sua terra natale inseguendo le capre e stando attento ai lupi. In rete circola un video di Modric a 4 o 5 anni: lo ha girato il regista Pavle Balenovic per un documentario naturalistico. Il protagonista, si dice, è proprio il neo pallone d'Oro.

Le prime foto del Modric calciatore lo mostrano simile a come è oggi: gracile, lo sguardo deciso e il numero 10 sulla casacca. Il suo tocco di palla impressionava tutti, ma le doti fisiche sembravano un limite: al primo provino i dirigenti dell'Hajduk Spalato, allora il club più forte di Croazia, lo rispedirono a Zara. Una scelta che rimpiangeranno.

A vent'anni, nel 2005, Modric firma un contratto di dieci anni con la Dinamo Zagabria. Al club della capitale rimarrà legato, anche per una vicenda spiacevole. Nel 2015 l'ex presidente del club, il potentissimo Zdravko Mamic, fu accusato di aver utilizzato personalmente i fondi del club. Modric in un primo momento confessò di aver dovuto versare direttamente a Mamic una parte dei soldi che gli spettavano per il suo trasferimento al Tottenham, poi ritrattò. E in Croazia, un paese dove la corruzione è un fenomeno pervasivo, molti criticarono aspramente il calciatore.

Che però si riprese l'affetto della gente, soprattutto con le prestazioni in Nazionale. Nel frattempo la sua carriera aveva spiccato il volo: dal 2008 in Inghilterra, al Tottenham appunto, e dal 2012 nel club più forte del mondo, il Real Madrid. Dal 2010 è sposato con Vanja Bosnić, e i due hanno tre figli.

Con i blancos Modric vince una Liga, una Coppa del Re ma soprattutto quattro Champions League, le ultime tre consecutive. Ma è l'impresa con la maglia della Croazia a proiettarlo nella gloria: in estate è il faro del gruppo che a sorpresa batte Argentina, Russia e Inghilterra, ma si ferma solo davanti alla talentuosa Francia.

A trentatre anni, Modric corona la carriera con il premio più bello. E per la prima volta nella storia, un calciatore croato è sul tetto del mondo.

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