Punti, gol e porte chiuse. Lazio-Inter, lo scudetto si gioca anche in... difesa

Il muro di Conte contro la stabilità di Inzaghi Solo 20 reti prese per entrambe. Nessuno come loro

Due difese granitiche, con differenze evidenti. Lazio e Inter arrivano allo scontro diretto di domani sera avendo incassato meno gol di tutti in campionato. Sono 40 reti totali, distribuite con un democratico 20 a testa. La differenza sta nelle aspettative: con Handanovic in porta e De Vrij, Skriniar e Godin a fare muro, l'obiettivo dei nerazzurri era proprio quello di diventare impermeabili. Fin dall'origine doveva essere quello il punto di forza. In casa Lazio la situazione è molto diversa: i laziali, dal 2015-16 fino al 2018-19, hanno subito, nell'ordine, 52, 51, 49 e 46 gol. Non un caso che la società, in estate, abbia investito per un difensore (Vavro) ben 12 milioni, cioè più che per qualsiasi altro giocatore. Considerando però che lo slovacco ha fallito, l'improvvisa stabilità dei biancocelesti è sorprendente.

Nessuno pensi però che Lazio-Inter sarà una partita povera di reti: con 53 e 48 gol segnati, infatti, biancocelesti e nerazzurri sono rispettivamente il secondo e il terzo attacco più prolifico del campionato. Insomma, dall'attacco alla difesa è a tutti gli effetti uno scontro fra prime della classe. Questo benché, da una parte e dall'altra, ci siano diverse assenze importanti: innanzitutto mancheranno i due capitani. Il laziale Lulic a inizio settimana si è dovuto operare alla caviglia sinistra a causa di un'infezione. Le infiltrazioni effettuate negli ultimi mesi hanno solo peggiorato la situazione, motivo per il quale il bosniaco è arrabbiato: ha avuto paura e ha intenzione di prendersela con molta calma prima di tornare. Dovrebbe restare fermo per circa un mese e saltare, oltre alla sfida con l'Inter, anche quelle con Genoa, Bologna e Atalanta. Ma non è detto che riesca a recuperare per la partita del 15 marzo con la Fiorentina.

Stanno invece migliorando le condizioni di Samir Handanovic: il portiere è indisponibile per un problema al mignolo. L'Inter non attingerà alla lista degli svincolati (si era parlato di Viviano) per sostituirlo. Con la Lazio ci sarà quindi Padelli, poi dovrebbe tornare a disposizione lui. Dovrà saltare la trasferta romana anche Stefano Sensi, che nella semifinale d'andata della Coppa Italia (persa contro il Napoli) ha subito un'infrazione allo scafoide. Il suo forfait può favorire l'esordio dal primo minuto di Eriksen. Il danese è il fiore all'occhiello del mercato invernale dei nerazzurri e ha il compito, proprio nelle partite di questa importanza, di prendere per mano non solo il centrocampo, ma tutta la squadra. Certo, non sarà un compito facile, perché avrà di fronte la miglior difesa del campionato (nel proprio stadio, fra l'altro, i laziali hanno incassato appena nove reti, meno di tutti). Ma è anche vero che alle proprie spalle avrà una retroguardia altrettanto forte.