Quadarella, è un argento vivo Italnuoto: è già un mondiale record

Simona dopo l'oro nei 1500, è seconda solo alla Ledecky Mai una spedizione azzurra aveva vinto così tante medaglie

Nella giornata del trionfo del Settebello, c'è anche qualche rammarico. Il rammarico di quel che poteva essere e che non è stato. Da un lato c'è la rabbia agonistica di una favolosa Simona Quadarella che dopo l'oro nei 1500 stile ieri si è dovuta accontentare dell'argento; dall'altro lato c'è tutto lo sconforto di Margherita Panziera, solo quarta nella finale dei 200 dorso da regina d'Europa in carica. Lo sport sa essere proprio crudele.

Quando ti maceri nel rimpianto a capo di una battaglia cruenta e senza un attimo di respiro di oltre otto minuti contro la numero uno del mondo, Katie Ledecky, allora vuol dire che sei una campionessa mossa da un istinto per la vittoria fuori dal comune. Se pensiamo, inoltre, che fino a tre anni fa Simona guardava le gare dalla televisione, allora si sta parlando di una fuoriclasse assoluta. «Sono cambiata tanto in questi anni, ora ho sempre più fame di vittoria. Anche se non è arrivato l'oro, spero almeno di avervi esaltato». Così dirà Simona Quadarella, ieri argento dietro l'americana Ledecky negli 800 con il suo record italiano ritoccato, al termine di un duello a suon di bracciate e sorpassi e controsorpassi che alla fine ha premiato la statunitense. «Sono partita ancora più cattiva dei 1500 e con l'idea di farla saltare. Le opzioni erano due: oro o argento, il bronzo non mi bastava. Ad un certo punto ho anche sperato che lei potesse crollare negli ultimi 100 metri, ma mi ha ripreso. Forse avrei dovuto staccarla prima, ma ho dato una dimostrazione che posso competere anche contro un'atleta del genere. Lei è battibile e questo mi dà ancora più consapevolezza in vista dell'anno prossimo».

Rimpianti infiniti invece sono quelli di Margherita Panziera, giù dal podio per 5 miseri centesimi, ma con un tempo di quasi un secondo più lento del primato personale. «È una grandissima delusione commenta la dorsista veneta perché pensavo di poter prendere la medaglia. Forse ho pagato la tensione, le troppe aspettative su di me». Che peccato.

Nella giornata conclusiva, speranze di medaglie dai 1500 con Paltrinieri (1° tempo), e dai 50 rana con la 14enne Pilato (3° crono, dopo il primato della batteria) e Carraro (4°), già bronzo nei 100.

In attesa dei risultati odierni, quella di Gwangju è già un'edizione da record: con l'argento di Quadarella, infatti, l'Italnuoto ottiene il miglior risultato della sua storia ai mondiali, persino meglio di Budapest. E non è ancora finita...

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