Raiola a ruota libera: "Le critiche a Insigne? L'Italia gioca a pallavolo"

Raiola ha preso le difese del suo assistito ed ha poi parlato della voci di mercato: "Il Barcellona non me l'ha chiesto, come al solito De Laurentiis capisce una cosa per un'altra"

Raiola a ruota libera: "Le critiche a Insigne? L'Italia gioca a pallavolo"

Mino Raiola, come al solito, quando parla non è mai banale ed è un fiume in piena. Anche questa volta, il procuratore di Gianluigi Donnarumma, Lorenzo Insigne, Paul Pogba e tanti altri è andato a ruota libera intervistato da Radio Crc. Ecco le sue parole sul Milan e sul portiere di Castellammare di Stabia: "Guardo sempre avanti. Siamo rimasti al Milan perché questo era il desiderio del ragazzo e chi lo ha giudicato prima della chiusura del calciomercato, dovrebbe chinarsi e chiedere scusa. E invece, sto ancora aspettando le scuse da quella piccola parte della tifoseria di Milano e anche da qualche giornalista che ha espresso un giudizio morale perché è facile poi fare la morale sugli altri".

Raiola ha fatto attaccato chi ha criticato Insigne per la sua prova offerta contro la Spagna e ha fatto tremare il Napoli affermando come il futuro del fantasista sia non proprio chiaro: "Insigne criticato? Andassero a quel Paese. Se indossa la maglia numero 10 è perché lo merirta. Quella maglia non diversa dalla 9 o dalla 8, il 10 è solo un numero. Insigne nel Napoli ogni settimana, anche contro il Real Madrid dove gioca Isco, ha fatto vedere le sue qualità quindi, se viene messo in Nazionale e non gioca come nel Napoli, la colpa non è del giocatore. Se poi i giocatori li facciamo giocare a pallavolo è certo che sono più scarsi della Spagna. Il Barcellona mi ha chiesto Insigne? No, non me l'ha chiesto, De Laurentiis come al solito capisce una cosa per un'altra. Un giorno farò un cartone animato solo per lui per spiegargli perbene le cose e ci metterò dentro anche il discorso di Hamsik. Con le mie intenzioni, Hamsik fece l'ennesimo rinnovo di contratto per cui il presidente può portarlo in barca, fargli fare un film e portarlo dove vuole".

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