Il re contro il ricordo del re Napoli s'inchina a Messi. E Gattuso la rialza subito

In 50mila per Leo sognando il miracolo. Insigne: "Maradona è sacro". Rino: "La partita della vita"

Il re contro il ricordo del re Napoli s'inchina a Messi. E Gattuso la rialza subito

Napoli - Il nuovo re è sbarcato nella città di Maradona mentre il Napoli andava in campo per la rifinitura. Messi ha ricevuto l'accoglienza che si conviene a uno come lui, Napoli se ne intende di artisti. Sa come si trattano i geni del calcio: niente fischi in aeroporto e in albergo, ovazioni e cori per la pulce, c'è chi si è preso finanche la briga di recapitargli una scatola di mozzarella doc. Operazione simpatia al quale ha contribuito capitan Insigne: «Oggi Messi è il numero uno ma niente paragoni con Maradona: lui resta sacro»: a Napoli non è arrivato un calciatore qualsiasi ma il più grande di tutti, l'erede del vecchio re. Accattivanti sono stati all'arrivo i messaggi di Lionel: «Diego mi ha sempre parlato della città e della sua pazzia per il calcio, non vedo l'ora di giocare al San Paolo» e dello stesso Barcellona, che si è fatto accompagnare (e filmare) in viaggio dalle canzoni di Pino Daniele.

La sensazione è che la gente aspetti proprio lui più che il Barça pluridecorato. Messi che per la prima volta mette piede a Fuorigrotta è un evento che i 50mila di questa sera non hanno voluto trascurare, alla faccia del caro biglietti (curve a 70 euro) e della contestazione. Ben consapevoli che ci vorrà un'impresa per fare risultato e un miracolo per passare il turno: nessuno crede all'aria di crisi che c'è tra club e squadra catalana, ha detto bene Gattuso che ritrova il fascino dell'Europa che conta sulla panchina azzurra: «Questi sono marziani, giocano alla playstation non al calcio, le questioni societarie gli fanno il solletico». Non è un modo per mettere le mani avanti, Ringhio si sa, è uno che non le manda a dire: «Loro strafavoriti, noi dobbiamo giocare la partita della vita e non so nemmeno se basterà. Mi fanno ridere le supposizioni su come fermare Messi: gabbia, zona, marcatura a uomo, ne ho sentite di tutti i colori. Ma come si fa a limitare un giocatore del genere?»

Già, come si fa? È il quesito intorno al quale ruotano i dubbi della vigilia. Out Koulibaly, difesa obbligata con la conferma di Manolas e Maksimovic centrali. Le responsabilità grosse riguardano il centrocampo, i muscoli di Allan o la tecnica di Fabian Ruiz per arginare il palleggio blaugrana? L'attacco sarà quello dei tre bassotti, con Mertens favorito su Milik. Perché, come ha precisato Gattuso «ci saranno due partite, una in fase di possesso palla e un'altra senza. Il Barcellona, quando perde palla, impiega in media sei secondi per riconquistarla. Avete idea di quanto dovremmo essere perfetti?»