Re Gregorio abdica nella sua gara «Da un po' non sono il più forte»

La delusione di Paltrinieri solo di bronzo nei 1500: «Ero cotto»

Sergio Arcobelli

Re Gregorio abdica e non nasconde la delusione. Andava a caccia del tris iridato, Gregorio Paltrinieri, nei suoi amati 1500. Una gara in cui il carpigiano, a livello mondiale e in vasca lunga, era già stato due volte re, a Kazan 2015 e Budapest 2017. Il tris è arrivato, in un certo senso: ma non quello sperato alla vigilia. Paltrinieri torna a casa con al collo tre medaglie, ognuna dal sapore differente: l'oro bellissimo e così sorprendente negli 800, l'argento di squadra nella staffetta del fondo e il bronzo, di ieri, nei 1500. Quest'ultimo, in realtà, è un boccone amaro da digerire. «C'è poco da dire: quei due sono stati più forti di me. Io ero cotto, sfinito. Non riuscivo proprio a nuotare come negli altri giorni. Ho cercato di resistere il più possibile, però non sono riuscito ad andargli via». Quei due sono il nuovo re dei 1500 e della 10km, il tedesco Florian Wellbrock, e l'ucraino Mykhailo Romanchuk, secondo. Sono loro due i rivali verso Tokyo che ieri sono rimasti incollati per 1400 metri alla scia di Greg (mentre l'altro azzurro, Mimmo Acerenza, chiudeva ottimo 6°), per poi inserire le marce alte nell'ultimo cento e beffare l'azzurro allo sprint, di fatto il punto debole del carpigiano. «Ero veramente stanco spiega con rammarico Paltrinieri -. Peccato perché la forma c'era. Quest'anno, d'altronde, con il doppio impegno del fondo non sapevamo come avremmo gestito questi venti giorni di gare. Effettivamente l'ho patito. 14'38 non è un tempo che mi appartiene: ma sono contento e rifarei tutto ugualmente. Eppoi l'anno prossimo sarà diverso alle Olimpiadi, perché ci sarà prima la vasca e poi le gare in mare. Questo senz'altro mi potrà aiutare».

Resta però il dispiacere di essere stato spodestato dal trono di re dei 1500, la sua gara; una gara che comunque lo vede sul podio ininterrottamente dal 2013, l'anno dell'exploit mondiale con il bronzo di Barcellona. Sei anni dopo, da un bronzo all'altro, il sentimento è mutato: «Chiudo il mondiale con l'oro negli 800, ma per la gara dei 1500 dispiace perché valgono di più. Forse da un po' non sono il più forte ammette con onestà Paltrinieri -. L'anno scorso avevo perso agli Europei, in inverno idem ai mondiali in vasca corta dove ero arrivato secondo. È una distanza dove, in effetti, c'è molta competizione. Ma siamo tutti lì e sarà una gara che mi farà divertire anche in futuro».

Morale della favola: nel suo discorso di abdicazione, il re emerito Gregorio non si abbatte. Perché sa che nelle poche volte in cui è caduto, altrettante volte si è rialzato.

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