Tra il Real e le minacce l'Inter reagisce. Ma Conte si sente solo

Il tecnico chiama ancora in causa la società: "Mi auguro che tutti remino dalla stessa parte"

Tra il Real e le minacce l'Inter reagisce. Ma Conte si sente solo

Serviva una risposta dopo il disastro Champions. Che andasse al di là del becero striscione minaccioso vergato dalla curva Nord che evocava i bastoni contro la squadra. E le risposte sono state molte. Vittoria, tre gol fatti, zero subiti, compattezza, quelle di squadre. Grinta e concretezza senza parole inutili, quella di Vidal. Qualche cambio e il controllo della situazione quella di Conte. Un successo su tutta la linea per l'Inter che ci voleva dopo l'ennesimo flop di coppa. Con la nota stonata, sempre la solita: per Eriksen ancora gli ultimi 5 minuti a risultato già acquisito. Un trattamento comunque umiliante per un giocatore fortemente voluto che un anno e mezzo fa si giocava la finale di Champions da protagonista. «Era un'occasione ma purtroppo non è funzionale al gioco di Conte», ha sentenziato l'ad Marotta, ufficializzando di fatto l'addio a gennaio.

Ma calma e serenità non vestono nerazzurro. Anche se vincere così in scioltezza contro il Sassuolo non era affatto semplice né scontato e vale, tra l'altro, anche l'aggancio in classifica a quota 18. Eppure, c'è sempre un eppure in casa Inter. «All'Inter non è semplice nulla, perché non si vede l'ora di buttare negatività su di noi. Dobbiamo essere bravi, ermetici, pensare a noi stessi e a continuare a lavorare, c'è gente che non vede l'ora di buttare non dico cosa su di noi. Vedere questo accanimento su di noi lascia perplessi, diventa difficile dare il meglio per i calciatori», ha detto Conte nel dopo partita. Come se le critiche fossero arrivate a una squadra (e a un tecnico) primo in classifica e già qualificato in Champions. Non solo. Se la difesa della squadra, comunque, ci sta, dopo le parole di stima ed elogio del presidente Zhang prima e dell'ad Marotta poi nel giro di due giorni, ecco che il tecnico spara: «Se ci sono negatività non è giusto che siano solo giocatori e allenatore ad affrontarle. Mi auguro che tutte le componenti remino dalla stessa parte». Ancora. Dopo il balletto di quest'estate un messaggio sibillino rivolto alla società in richiesta di chissà quali difese. Mah.

Fatto sta che l'Inter ieri sembrava davvero la sua Inter. E del merito lo ha inevitabilmente anche lui. Perché il 3-5-2, con Barella centrale e Vidal-Gagliardini ai lati (Brozovic out perché di nuovo lievemente positivo al Covid) è stato perfettamente disegnato per bloccare il palleggio spettacolo del Sassuolo, non a caso mai così in difficoltà. Sanchez in avvio su assist di Lautaro dopo svarione della retroguardia neroverde, e un autogol di Chiriches tiro-cross di Vidal mettono subito le cose in chiaro. Poi Gagliardini nella ripresa chiude la gara mentre l'Inter non rischia nulla.

Bene, benissimo. Ma si può star tranquilli? Si può ritrovare un po' di serenità? No, in casa Inter sembra essere impossibile.