La rivincita di Spina. Rimpianto di Juve e Inter che "addenta" la fascia

Scaricato dalle big, è rinato grazie al dentista. È l'uomo in più di Mancini e il Real lo punta

La rivincita di Spina. Rimpianto di Juve e Inter che "addenta" la fascia

Mollato dalla Juve, scaricato dall'Inter poco prima delle visite mediche e ora uno dei calciatori fondamentali della Nazionale di Mancini. Grazie anche al lavoro del suo dentista che ne ha migliorato la postura grazie a un «bite» invisibile in bocca che non dà fastidio durante la partita e permette con esami elettronici equilibrio e performance ottimizzate. Ora anche il sondaggio esplorativo del Real con la Roma che non vuole però privarlo a Mourinho. La storia di Leonardo Spinazzola è molto differente da quella di altri grandi terzini sinistri azzurri, da Facchetti a Maldini passando per Cabrini. Qualcuno lo ha accostato proprio al campione della Juventus che ha però fatto una giusta sottolineatura: «Impensabile rapportare il gioco di 30 anni fa con quello di oggi». Spinazzola ha detto di ispirarsi a un altro terzino campione del mondo, Gianluca Zambrotta: attacca con continuità creando sempre la superiorità numerica, eccelle nel cambio di passo e nell'uno contro uno, tanto che tra le sue migliori qualità c'è il dribbling, va al cross e qualche volta alla conclusione in porta senza dimenticare la fase difensiva.

In quest'Europeo ha già guadagnato per due volte (su tre gare giocate) il titolo di Star of the Match Uefa, prima con la Turchia e poi con l'Austria. «Sto giocando il miglior calcio della mia carriera e lo sto facendo sul palcoscenico più importante», così il giocatore della Roma dopo la sofferta partita con l'Austria. «Cosa è scattato nei supplementari? Ci siamo detti di stare tranquilli ed essere lucidi nell'ultimo passaggio, siamo stati sul pezzo. Abbiamo saputo sacrificarci anche nei momenti in cui mancava lucidità, siamo felici», ha detto ancora Spinazzola, vera arma in più per Mancini.

Leonardo si sta consacrando a livello internazionale. Un traguardo che il 28enne di Foligno sta raggiungendo dopo una carriera trascorsa su e giù per l'Italia. A 17 anni arriva l'occasione delle giovanili della Juventus e nel 2012 vince il torneo di Viareggio con i bianconeri risultando il miglior calciatore della manifestazione. Da allora la Signora lo manda in prestito per varie stagioni (una con l'Atalanta) e con il Perugia vive una svolta importante, visto che il tecnico Bisoli lo imposta definitivamente come terzino.

Il ritorno a Bergamo e la guida di Gasperini lo fanno crescere ancora e gli regalano anche il debutto nelle Coppe Europee e con l'Italia di Ventura. Ma nella primavera del 2018 arriva l'infortunio: lesione del legamento crociato anteriore, che lo costringe all'intervento chirurgico. Otto mesi lontano dai campi, mentre intanto torna a Torino: il rientro nel gennaio 2019 in una gara di Coppa Italia a Bologna, poi l'esordio positivo in Champions League contro l'Atletico Madrid. Ma nel club si alimentano la perplessità sul giocatore, che sembra essersi montato la testa dopo la notte di Champions e che soprattutto non garantisce sicurezze dal punto di vista fisico.

Così dopo la vittoria di scudetto e Supercoppa, viene sacrificato dalla Juve per ragioni di bilancio e ceduto a titolo definitivo alla Roma. E quando sta per concretizzarsi il passaggio all'Inter (scambio con Politano), la marcia indietro dei nerazzurri dopo le visite mediche. Dopo quella forte delusione Spinazzola ha messo una testa diversa nella Roma, con Fonseca che ha pure cambiato modulo per averlo titolare più avanzato, ha sistemato tanti guai fisici, ha segnato i primi gol in A ed è diventato un giocatore imprescindibile. Anche per la Nazionale. Con la quale vuole continuare a stupire...

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